Olimpiadi, Evenepoel vince il secondo oro! Il podio si completa con due francesi: Madouas e Laporte

Evenepoel
Remco Evenepoel vince l'oro olimpico
Tempo di lettura: 11 minuti

Impossibile prenderlo, impossibile seguirlo, impossibile staccarlo. Remco Evenepoel, dopo l’oro nella cronometro olimpica, vince anche la prova in linea. Il Belga non sente nessuna stanchezza, nemmeno quella accumulata in un Tour de France in cui è arrivato terzo. Lascia Nizza e arriva a Parigi per disputare due prove: le vince entrambe.

Sul podio insieme ad Evenepoel salgono due francesi: Valentin Madouas e Christophe Laporte. Alaphilippe scoprirà solo all’arrivo di questa bella sorpresa, perché i corridori erano tutti senza radiolina quindi impossibilitati dal conoscere distacchi e posizioni. Per Madouas si tratta di una prova incredibile, che festeggia con un’esultanza come se avesse vinto: alla fine, si è dovuto piegare solo ad un alieno che risponde al nome di Remco Evenepoel.

È proprio il Belgio ad aver fatto una corsa perfetta, muovendo le sue pedine come su un percorso conosciuto in ogni suo dettaglio. Chi invece ha rotto le aspettative è Mathieu van der Poel: era il corridore dato da tutti per favorito, ha corso un Tour quasi in sordina per essere pronto questo giorno e ha giostrato la stagione tutta intorno alla gara di oggi. Alla fine, è arrivato ad 1’48”.

Per quanto riguarda l’Italia, purtroppo è da sottolineare che si sia vista solo nella prima fase di corsa con Elia Viviani in fuga. Del resto, Mozzato e Bettiol sono stati sottotono, nel senso che non sono stati tra quei corridori che continuavano a rilanciare le azioni e gli attacchi. Come nel caso di Matteo Jorgenson, poi nono.

Ecco la top10

PosizioneAtletaSquadraTempo
1 EVENEPOEL RemcoBelgium6:19:34
2 MADOUAS ValentinFrance+1:11
3 LAPORTE ChristopheFrance+1:16
4 VALTER AttilaHungary,,
5 SKUJIŅŠ TomsLatvia,,
6 HALLER MarcoAustria,,
7 KÜNG StefanSwitzerland,,
8 TRATNIK JanSlovenia,,
9 JORGENSON MatteoUnited States,,
10 HEALY BenIreland+1:20

Ultimo chilometro!

17.25: Attenzione! Problema meccanico per Evenepoel che cambia bici e mantiene comunque un minuto di vantaggio.

17.23: Mancano cinque chilometri all’arrivo e la medaglia d’oro è sempre più nelle mani di Remco Evenepoel. Valentin Madouas, il più immediato inseguitore, ha un ritardo di 1’14”.

17.17 (-9 km): Jorgenson tira il gruppo che si gioca il bronzo.

17.12 (-15 km): Evenepoel allunga e se ne va da solo!

17.08 (-17 km): Evenepoel continua a chiedere cambi a Madouas ma il francese non fa che scuotere la testa.

17.06 (-19 km): Non c’è assolutamente collaborazione dietro e Evenepoel e Madouas hanno già un minuto di vantaggio. Prenderli sta diventando quasi impossibile.

17.04 (-20 km): Evenepoel pare non sentire le fatiche del Tour de France e tanto meno quelle della cronometro olimpica dove ha già ottenuto un oro.

16.58 (-25 km): Prova ad allungare Matteo Jorgenson e lo segue Laporte.

16.57 (-26 km): Evenepoel “fa fuori” anche Healy: solo Madouas sta resistendo al ritmo di Remco.

16.54 (-28 km): Ecco la seconda salita di Montmartre: si staccano subito Haller e Kung. Dietro Van der Poel sale con un ritmo elevato e si mette a ruota Van Aert.

16.51 (-30 km): Healy, Evenepoel, Madouas, Kung, Haller: è questa la nuova composizione in testa alla corsa. Van der Poel potrebbe tentare di rientrare sulla prossima salita di Montmartre.

16.47 (-33 km): Si staccano Woods e Wright: pochi reggono il ritmo di Evenepoel e nessuno vuole dargli il cambio in testa.

16.40 (-38 km): Pedersen cerca di riportarsi sugli attaccanti. Sono stati ripresi Van Aert e Van der Poel, ora attacca Evenepoel. Remco si è riportato sui battistrada in un battibaleno e a breve li staccherà anche. Healy mantiene 30” di vantaggio da solo.

16.34 (-43 km): Non solo Van der Poel e Van Aert, ci sono anche Alaphilippe, Jorgenson e Skujins. Bettiol è nel gruppetto con Pedersen.

16.32 (-44 km): Che spettacolo il pubblico a Montmartre.

16.30 (-45 km): Sul primo tratto in pavé attacca Mathieu Van der Poel e lo segue Wout Van Aert! Che bellezza, i due eterni rivali si scontrano anche sulle strade delle Olimpiadi.

16.28 (-46 km): Il primo gruppo inseguitori passa tra due ali di folla sotto al Mulin Rouge.

16.26 (-47 km): Ecco che inizia la prima delle tre scalate di Montmartre.

16.23 (-50 km): I meccanici della Danimarca hanno scelto di cambiare solo la ruota di Pedersen e non tutta la bici. Ora lui e Mohoric stanno cercando di riportarsi sul gruppo.

16.20 (-53 km): Brutto momento per Wout Van Aert! Il gruppo entra a Parigi e ora che le strade si stringono e diventa più difficile avvicinare le macchine con i commissari tecnici, lui chiama l’ammiraglia per un qualche problema. Anche Matej Mohoric e Mads Pedersen hanno bisogno dell’auto.

16.12 (-59 km): Attacco di Politt (Germania) con Haller (Austria), Wright (Regno Unito), Woods (Canada), Kung (Svizzera) e Madouas (Francia). C’è anche Sainbayar (Mongolia).

16.08 (-62 km): Ci prova ora un corridore della Mongolia, Sainbayar. Allunga anche Jakob Soderqvist, il classe 2003 svedese della Lidl Trek Devo Team. Resistono per ora Lutsenko e Healy.

15.59 (-65 km): Remco ha desistito nell’attacco, così Mullen, Healy e Lutsenko hanno ancora qualche secondo di vantaggio. E ora inizia la Cote du Pavé des Gardes.

15.56 (-72 km): Evenepoel scatenato: porta via un drappello di corridori con anche il nostro Alberto Bettiol.

15.55 (-74 km): Mattias Skjelmose si ferma per un cambio bici.

15.52 (-75 km): Ricordiamo che i ciclisti sono tutti senza radiolina. In testa adesso ci sono Healy, Mullen e Lutsenko, Viviani sta per essere ripreso dal gruppo che ha un’andatura elevata a causa del forcing del Belgio.

15.50 (-76 km): Si mette davanti Evenepoel!

15.47 (-78 km): Cala il ritardo dei due inseguitori e di conseguenza cala anche il ritardo del gruppo. Molti corridori si rinfrescano con dell’acqua fresca, anche se non a Parigi non è una giornata particolarmente calda.

15.40 (-85 km): Il corridore dell’Uganda Kagimu inizia a faticare a tenere le ruote degli altri battistrada. Healy e Lutsenko si trovano solo a 1 minuto da Viviani e Mullen.

15.37 (-87 km): Lutsenko e Healy provano a staccarsi dal gruppo dei big. Per ora hanno una decina di secondi di vantaggio.

15.31 (-92 km): Si stacca il greco Georgios Bouglas. L’Olimpiade, come spesso accade, è una gara ad eliminazione. Restano in quattro davanti.

15.26 (-95 km): Qual è la media oraria dopo quattro ore di gara? 41,1 km/h, segno che si sta andando piuttosto piano.

15.20 (-99 km): Il gruppo si trova a 2’07”!

15.14 (-103 km): Ricordiamo la situazione di corsa. Viviani (Italia), Mullen (Irlanda), Rougier-Lagane (Mauritius), Kagimu (Uganda) e Bouglas (Grecia).

Quarta ora di corsa!

15.06 (-113 km): Non bisogna dimenticare che domani andrà in scena la gara femminile. Ecco cosa ci ha detto Elisa Longo Borghini alla vigilia: CLICCA QUI.

15.01 (-115 km): Faticano El Doghmy, Chayasombat e Manizabayo che perdono contatto dalla fuga. Attenzione al vento anche in queste fasi di corsa.

14.53 (-120 km): Il gruppo Viviani rientra sul gruppo dei fuggitivi. Adesso sono in 8 davanti.

14.48 (-124 km): Qual è la squadra di club con più corridori al via? La Lidl-Trek con otto, seguita da Visma e UAE con sette.

14.42 (-128 km): Il gruppo principale rosicchia ancora, si trova a 4’16”.

14.36 (-131 km): Scende ancora il vantaggio dei cinque che ora devono difendere 2’23” sul gruppo Viviani, dove sono rimasti in tre (non c’è più Syritsa).

14.27 (-137 km): La media oraria fino a questo momento di gara è di 40,8 km/h. Si va piuttosto piano.

14.21 (-143 km): E il gruppo con tutti i favoriti? Attualmente si trova a 7’05”

14.15 (-145 km): Ricordiamo la situazione di corsa. Rougier-Lagane (Mauritius), El Doghmy (Marocco), Chayasombat (Thailandia), Kagimu (Uganda) e Manizabayo (Ruanda) hanno un vantaggio di circa cinque minuti su un secondo gruppetto comprendente Viviani (Italia), Ryan Mullen (Irlanda), Gleb Syritsa (Indipendente) e Georgios Bouglas (Grecia).

Terza ora di corsa alle Olimpiadi!

14.07 (-150 km): Come possiamo interpretare l’azione di Viviani? Sicuramente può muoversi come “punto di appoggio” per un’eventuale azione di Bettiol o Mozzato, ciò permette anche ai due di restare sulle ruote degli avversari, senza sprecare energie. Insomma, meglio correre davanti che all’inseguimento.

14.00 (-155 km): Fase piuttosto tranquilla di gara e distacchi “congelati”.

13.53 (-160 km): Le speranze di tutta l’Africa sono riposte sull’eritreo Biniam Girmay che ha il compito di migliorare il settimo posto di Louis Meintjes del 2016. Quello del sudafricano è il miglior risultato di un corridore africano.

13.49 (-162 km): I cinque hanno ancora 7’30” sul gruppetto Viviani. Più dietro a 11 minuti il gruppo principale. Iniziano a perdere i fuggitivi…

13.43 (-167 km): Hoole dell’Olanda, Bjerg della Danimarca e Benoot del Belgio in testa al gruppo. Questo significa solo una cosa: Van der Poel, Pedersen e Van Aert vogliono vincere.

13.37 (-171 km): Elia Viviani da lunedì sarà impegnato con gli azzurri di Marco Villa in pista. Che gli ha dato il favoloso oro nell’Omnium ad agosto 2016, ai Giochi di Rio de Janeiro.

13.35 (-172 km): Ricapitolando, a 9′ dalla fuga di 5 c’è il gruppetto Viviani, e a 13′ il gruppo principale. La corsa sfiora adesso il Domaine de Tremblay.

13.32 (-173 km): Si vede il Belgio in testa al gruppo con Tiesj Benoot.

13.29 (-176 km): Il gruppetto Viviani ha 9’43” dagli attaccanti mentre il marocchino El Doghmy sta per riprendere ancora una volta i suoi 4 compagni di fuga.

13.27 (-178 km): Alle spalle dei fuggitivi si è formato un gruppetto composto dal nostro Elia Viviani, e da Ryan Mullen (Irlanda), Gleb Syritsa (Indipendente) e Georgios Bouglas (Grecia). I minuti di vantaggio della fuga sono più di 14.

13.21 (-182 km): Cambio bici per Josh Tarling, che ha avuto problemi alla catena.

13.20 (-183 km): Rougier-Lagane (Mauritius), Chayasombat (Thailandia), Kagimu (Uganda) e Manizabayo (Ruanda) sono i quattro in testa alla corsa. Nessun europeo.

13.15 (-187 km): Ci sono 4 corridori sloveni nel gruppo di 90, mancano incredibilmente Tadej Pogacar e Primoz Roglic.

13.12 (-188 km): È stata soltanto una fiammata: i fuggitivi hanno adesso 14′ di vantaggio.

Seconda ora di corsa!

13.07 (-191 km): Il colombiano Buitrago prova a scuotere un po’ il gruppo. Si muove Elia Viviani.

13.06 (-192 km): Ancora una foratura per il marocchino El Doghmy.

13.05 (-193 km): Il gruppo ha scelto l’andatura cicloturistica, i fuggitivi hanno in questo momento un vantaggio attorno ai 13 minuti.

13.00 (-196 km): Alaphiilippe cambia la bici: continuava ad avere problemi al cambio.

12.55 (-200 km): A duecento chilometri dall’oro il gruppo si è un po’ rilassato e ora deve recuperare 10′ dai fuggitivi.

12.52 (-202 km): Abbiamo parlato molto degli assenti. Però bisogna anche dire che in corsa oggi ci sono 5 tra campioni del mondo (Mathieu van der Poel) ex campioni del mondo (Rui Costa, Mads Pedersen, Julian Alaphilippe e Remco Evenepoel).

12.47 (-204 km): Julian Alaphilippe sta aspettando l’ammiraglia, sembra avere un problema sulla bici.

12.42 (-208 km): Accelera leggermente il gruppo principale, “mangiando” un minuto ai cinque fuggitivi.

12.35 (-212 km): Una curiosità. Sono 55 i corridori europei, 10 gli asiatici, 7 gli africani e i sudamericani, 6 i nordamericani e 5 gli oceanici.

12.26 (-220 km): Il ritardo del gruppo resta stabile sui 6’10”.

12.21 (-223 km): La media oraria di questa prima ora di corsa è stata di 41,1 km/h. Piuttosto lenta.

12.18 (-225 km): Rientra El Doghmy del Marocco che continua a fare l’elastico.

12.13 (-229 km): Ricordiamo i nomi degli attaccanti. Rougier-Lagane (Mauritius), Chayasombat (Thailandia), Kagimu (Uganda) e Manizabayo (Ruanda).

Prima ora di corsa alle Olimpiadi!

12.02 (-235 km): Si stacca dai fuggitivi il marocchino El Doghmy…

11.55 (-237 km): Andature piuttosto “lente” con i fuggitivi che pedalano con un vantaggio superiore ai 6 minuti e mezzo.

11.47 (-249 km): Ma ricordate tutti i vincitori delle Olimpiadi? Vi rinfreschiamo la memoria…

AnnoVincitore
2021 CARAPAZ Richard
2016 VAN AVERMAET Greg
2012 VINOKOUROV Alexandre
2008 SÁNCHEZ Samuel
2004 BETTINI Paolo
2000 ULLRICH Jan
1996 RICHARD Pascal
1992 CASARTELLI Fabio
1988 LUDWIG Olaf
1984 GREWAL Alexi
1980 SUKHORUCHENKOV Sergei
1976 JOHANSSON Bernt
1972 KUIPER Hennie
1968 VIANELLI Pierfranco
1964 ZANIN Mario
1960 KAPITONOV Viktor
1956 BALDINI Ercole
1952 NOYELLE André
1948 BEYAERT José
1936 CHARPENTIER Robert

11.40 (-250 km): Ecco tutte le salite di giornata!

CHILOMETROSALITALUNGHEZZAPENDENZA
14Côte des Gardes2.45.1
35.4Côte de Saint-Germain-en-Laye0.85.9
84.8Côte des Mesnuls0.87.2
138.8Côte de Port-Royal0.95.1
165.8Côte de Senlisse1.74.6
170.4Côte d’Herbouvilliers0.95.5
179.3Côte de Saint-Rémy-lès-Chevreuse1.45.1
183.3Côte de Châteaufort0.95.1
196.3Côte de Bièvres1.45.5
204Côte du Pavé des Gardes1.54.4
226.1Côte de la butte Montmartre1.15.8
244.4Côte de la butte Montmartre1.15.8
262.7Côte de la butte Montmartre1.15.8

11.32 (-256 km): Da sottolineare che ben 37 di 90 corridori (il 41%) hanno partecipato all’ultimo Tour de France. Si tratta, chiaramente, di tutti i favoriti alla vittoria finale.

11.26 (-259 km): Mads Pedersen vuole fare le cose sul serio. Bjerg e Morkov subito a lavorare in testa al gruppo principale.

11.20 (-264 km): Il gruppo si mantiene su un distacco di circa due minuti.

11.16 (-267 km): Si unisce ai primi il marocchino Achraf El Doghmy.

11.13 (-269 km): Subito diversi attacchi. Provano ad allungare Rougier-Lagane (Mauritius), Chayasombat (Thailandia), Kagimu (Uganda) e Manizabayo (Ruanda).

11.10: Via! Via! Via!

11.08: E arriva un saluto speciale a tutti i lettori di Bicisport! Guardate qui sotto…

11.00: Via! I corridori si dirigono verso il chilometro zero, ma dovranno percorrere 5.000 metri tra le strade di Parigi.

10.57: C’è Peter Sagan a dare il via alla prova olimpica!

10.50: Solo dieci minuti al via! C’è grande tensione…

10.40: in tutto sono 273 km con circuito finale da ripetere tre volte intorno alla Butte Montmartre. Si parte alle 11, l’arrivo è previsto intorno alle 17.30. Al via anche il recente campione olimpico a crono, Remco Evenepoel.

10.32: Corsa anomala, anomale anche le squadre: gli azzurri sono in 3, e precisamente Alberto Bettiol, Luca Mozzato e Elia Viviani (in ordine alfabetico).

10.30: Il nostro Luca Neri a Parigi ha incontrato il ct azzurro Daniele Bennati: sentite che cosa gli ha detto.

10.22: Ma eccola la startlist definitiva della corsa olimpica.

10.15: Sarà, dicevamo, una corsa anomala, con appena 90 partenti. Ce ne ha parlato diffusamente alla vigilia nella sua analisi Davide Bernardini.

10.10: Il motivo che ha tenuto il campione del mondo lontano dalla ricognizione è piuttosto curioso. Ve lo abbiamo raccontato alla vigilia.

10.05: Remco Evenepoel e Wout Van Aert hanno designato Mathieu van der Poel come favorito numero 1 per questa gara anomala. I belgi hanno effettuato ieri la ricognizione del circuito finale con la salita asfaltata “molto impegnativa” verso Montmartre. MVDP ha preferito non fare la ricognizione.

10: Buongiorno dallo splendido scenario del Trocadero di Parigi, dove fra un’ora partirà la corsa olimpica maschile su strada.

Finalmente, l’attesa è finita. Bettiol, Mozzato e Viviani sono pronti ad onorare la maglia azzurra nell’evento sportivo più seguito al mondo e che, con una medaglia, li lancerebbe nell’olimpo dello sport italiano. Su quibicisport.it seguiremo la prova in linea uomini delle Olimpiadi di Parigi dal primo all’ultimo chilometro.

Informeremo i nostri lettori su tutto quello che accade in gruppo nel percorso francese, con contenuti esclusivi dal nostro inviato a Tokyo. Il via sarà dato alle ore 11, l’arrivo è previsto intorno alle 18.15 del mattino. Pronti a cominciare?

Olimpiadi, il percorso

Si partirà dal Trocadéro per pedalare lungo cinque chilometri attraverso la Torre Eiffel, la Senna, Les Invalides e il Quartiere Latino. Solo in Rue Gay-Lussac, nel 5° arrondissement, avverà la partenza ufficiale. Molto interessante il fatto che il percorso porterà i corridori anche nelle aree meno conosciute dell’Ile-de-France e dell’Essonne.

Si supererà la collina della Côte des Gardes (1,9 km al 6%) a Meudon nel dipartimento Hauts-de-Seine e ci si dirigerà verso la Reggia di Versailles e la Valle di Chevreuse. Proprio qui si susseguiranno tre salite: Côte de Port-Royal (1 km al 5%), Côte de Saint-Rémy-lès-Chevreuse (1,3 km al 6,3%) e Côte de Châteaufort (900 m al 5,7%) con il suo cippo in onore di Jacques Anquetil.

Ma non è finita qui. I corridori dovranno superare ancora la Côte de Senlisse (1,3 km al 5,3%), dalla Côte d’Herbouvilliers (850 m al 5,7%) e dalla Côte de Bièvres (1,2 km al 6,5%). Così se ne andranno i primi 225 chilometri di gara prima di rientrare a Parigi, passando davanti al Louvre, alla sua Piramide e all’Opéra Garnier.

A questo punto i corridori si dirigeranno a nord-est di Parigi dove troveranno un circuito di 18,4 chilometri con curve tecniche e una dura salita in pavé sulla Butte Montmartre (1 km al 6,5%) da ripetere per ben tre volte. Allo scollinamento mancheranno solo 9,5 chilometri con tragaurdo finale a Trocadéro.

I favoriti

Innanzitutto diciamo che per la prima volta nella storia dei Giochi ci sarà un numero uguale di partecipanti tra uomini e donne: 90 uomini e 90 donne. Ciò significa che il gruppo sarà estremamente ridotto e anche le nazionali maggiori potranno contare su pochi corridori. Pensate che le uniche squadre a poterne schierare quattro sono il Belgio, la Slovenia, la Francia, la Danimarca e la Gran Bretagna.

Proprio il Belgio appare la formazione favorita per la vittoria della medaglia d’oro con Wout Van Aert, Remco Evenepoel, Jasper Stuyven e Tiesj Benoot che spaventano davvero tutti. La Slovenia si affida a Matej Mohoric mentre la Francia punta tutto su Julian Alaphilippe, fresco vincitore al Czech Tour, e Christophe Laporte. Molta attenzione alla Danimarca di Mads Pedersen, così come alla Gran Bretagna del campione olimpico della Mountain Bike, Thomas Pidcock.

Tra le nazionali che schierano tre uomini troviamo la Spagna, che non ha un leader principale potendo contare su Juan Ayuso, Oier Lazkano e Alex Aranburu. Ma anche l’Italia che punta tutto su Alberto Bettiol e l’Olanda con il mai domo Mathieu Van der Poel. Attenzione perché il campione del mondo può davvero conquistare il metallo più prezioso. Infine attenzione a Michael Matthews dell’Australia.

Le possibili sorprese? Ben Healy (Irlanda), Alexey Lutsenko (Kazakistan), Biniam Girmay (Eritrea), Jhonatan Narvaez (Ecuador), Magnus Sheffield (Stati Uniti).