Molti attribuiscono alla sfortuna le forature degli atleti della Jumbo-Visma alla Parigi-Roubaix. Philippe Gilbert però non è d’accordo. Il belga, che ha vinto in carriera tutte le Monumento ad eccezione della Milano-Sanremo, pensa che Van Aert dovrebbe fare mea culpa per quanto riguarda la sua gomma a terra.
Sulle pagine dell’Équipe, Gilbert ha analizzato la Parigi-Roubaix. Ha visto – dalla moto – una gara molto veloce e caotica con molta sfortuna, in particolare nel tratto di Arenberg, dove Fred Wright ha causato una grossa caduta nel gruppo. «Quello che ho vissuto nella foresta è stato quasi incredibile, con tutti quei corridori a terra sanguinanti, incluso il numero uno Dylan Van Baarle. E poi tutti gli altri che abbiamo oltrepassato, fermi con le ruote rotte e le gomme sgonfie. Ho visto la delusione sui volti di molti di loro, perché in quel momento sapevano che la loro corsa era già finita».
Prima della gara Gilbert ci aveva detto di avere un solo favorito, Mathieu van der Poel. Ora parla di Van Aert. «Wout commette un errore, come ho fatto io sul pavé al Tour». Anche le gomme a terra e i problemi meccanici hanno giocato un ruolo importante nella parte finale della gara. Dopo che Van Aert ha preso un piccolo vantaggio su Mathieu van der Poel, il fiammingo ha forato nell’ultimo decisivo tratto di pavé.
Gilbert punta il dito contro Van Aert: «L’errore è dovuto al massimo rischio e all’eccessiva voglia di vincere. Un desiderio che non è stato adeguatamente controllato».
Gilbert fa il confronto con le proprie esperienze in una tappa di pavé del Tour de France, dove lui stesso ha forato per l’entusiasmo: «Ho attaccato, ma troppo eccitato o spinto. Ero semplicemente troppo, follemente motivato. Ho commesso un errore in bici lì, ho preso una pietra fuori posto e ho forato la gomma anteriore. Ho perso molta potenza e sono arrivato solo quarto».














