
Abbiamo un altro Filippo Ganna. Anzi: abbiamo Ganna e anche Jonathan Milan. Dopo l’oro con il quartetto dell’Inseguimento, ventiquattr’ore più tardi il ventiduenne friulano è diventato campione europeo anche nell’Individuale, specialità che purtroppo per noi manca ai Giochi Olimpici.
Ha vinto sulla pista di Ganna, Grenchen, battendo il suo compagno della Ineos Daniel Bigham, l’uomo che aveva in qualche modo testato il Record dell’Ora per Pippo. È il quinto titolo su pista per Milan tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei. «Con il quartetto è stato il successo di un gruppo affiatato – ha raccontato Jonathan all’inviato della Gazzetta dello Sport, Davide Romani – Una spinta fondamentale per questo bis. Le medaglie con l’Italia non le conto perché quando si viene in maglia azzurra si vive una sensazione di leggerezza. È un posto speciale».
Milan era seguito in tribuna da mamma Elena e da papà Flavio, che lo ha messo in bici. «A 4 anni andavo a vedere le gare di papà che per un paio di stagioni è stato professionista» ha detto Jonathan. Che prima correva per la squadra di mountain bike fondata dal padre con un amico – la Jam’s Team Buja – poi è passato da Under 23 al Cycling Team Friuli.
Ora Milan si concederà una settimana di riposo, di camminate nei boschi e di giri con l’altra sua passione, la Vespa. Poi tornerà alla strada, dove in questo esordio di stagione ha già vinto al Saudi Tour. «Poi partirò per il Belgio con l’Omloop, correrò la Parigi-Nizza, di nuovo alcuni giorni a casa e poi la Milano-Sanremo. Da lì punterò verso le classiche del Belgio, tranne la Gand». È proprio la Sanremo la corsa dei suoi sogni. «L’ho corsa l’anno scorso e ha un fascino particolare».













