Mondiali Wollongong 2022 / Ecco Pogacar: «Adoro le classiche, la prova iridata è un gioco d’azzardo. Non vedo l’ora sia domenica»

Pogacar
Tadej Pogacar al Tour de France 2022 (foto: A.S.O./Lopez)
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Un minuto dopo la fine della cronometro, Tadej Pogacar parlava già della gara su strada di domenica. «Sono in Australia per la maglia iridata». Lo sloveno non perde il sorriso, neanche aver dovuto lasciare il Tour a Vingegaard sembra averlo turbato. «Attribuisco grande importanza a quel secondo posto. Forse anche più di una vittoria. È la migliore motivazione per questo autunno e sicuramente anche per il prossimo Tour de France».

Le sconfitte fanno sempre male. Pogacar si sofferma sugli aspetti positivi. «Secondo me questo era il modo migliore per perdere. Sono orgoglioso del mio secondo posto in classifica generale e delle tre vittorie di tappa che ho ottenuto al Tour. Ho combattuto al massimo, ma sono stato sconfitto in una battaglia leale. Posso vivere con quello. Ho imparato molto. Non posso dire esattamente cosa, perché poi lascio che la concorrenza veda le mie carte. Non è che ho fatto un grosso errore però. Se sommo tutti i piccoli errori, hanno sicuramente avuto un impatto sulla mia performance. Penso di poter evitarne molti in futuro e migliorare per la prossima stagione. Ecco perché sono ottimista per il futuro».

Ora c’è il Mondiale all’orizzonte, e Pogacar ci arriva con il successo di Montreal a scaldarlo. «Mi piace correre su un percorso. Qui sarà una gara molto difficile. Ci sono diverse brevi salite, ma il percorso è anche tecnico, ci sono molte curve. Questo lo rende adatto agli attaccanti, quindi possiamo aspettarci una corsa interessante. Forse un piccolo gruppo può staccarsi nel finale. Sarebbe tutto a mio vantaggio. Il Mondiale è sempre una competizione aperta in cui possono succedere molte cose, molti possono vincere. Devi tenere gli occhi aperti tutto il giorno, ma anche tenere sempre le tue possibilità come punto di partenza.

«Dopo il Tour de France, il Mondiale è il mio grande obiettivo per l’autunno. Posso fare bene nelle gare di un giorno, anche se non è il mio territorio. L’imprevisto mi attira. Devi sempre giocare d’azzardo. Questo è sicuramente il caso dei Mondiali. Devi sempre aspettare e vedere come vanno le cose quel giorno, perché non sai mai cosa aspettarti. Tanto può succedere. In una corsa a tappe con salite più lunghe mi sento meglio. Ma mi piacciono le classiche. Devi sempre giocare d’azzardo. Non vedo l’ora che sia domenica e poi che arrivino le classiche italiane con, ovviamente, Il Lombardia, che ho vinto l’anno scorso».