Tour de France 2022 / TOUR Bonn-amour e la storia di Franck, supercombattivo nel 2021 e ultimo oggi

Franck Bonnamour sulle strade della prima tappa del Tour de France 2022: una cronometro nel centro di Copenaghen (foto: A.S.O./Charly Lopez)
Tempo di lettura: 2 minuti

TOUR mon amour è la rubrica di Bicisport sul Tour de France 2022 che racconta una storia, un personaggio, un frammento di ognuna delle ventuno tappe della Grande Boucle. Non necessariamente chi ha vinto o chi ha perso, ma chi ha rubato la nostra attenzione o il nostro sguardo anche solo per un attimo.


All’inizio della passata stagione, Franck Bonnamour disse alla sua ragazza: «Se la squadra non mi convoca per il Tour de France, in quei giorni andiamocene da qualche parte purché sia via da qui. Mi farebbe troppo male vedere la Grande Boucle che parte dalla mia regione e io che non ne faccio parte». Alëa, la figlia (“angelo” in bretone), era nata da pochi giorni, ma non sarebbe stato un problema. Tuttavia Bonnamour non ebbe bisogno di scappare: la B&B Hotels lo selezionò e lui visse le tre settimane più elettrizzanti della sua vita.

«Divertirsi», rispose una volta ad un giornalista di Tisport quando gli venne chiesto quale consiglio darebbe ad un giovane corridore che sogna di diventare professionista. A Bonnamour, tranquillo e introverso, divertirsi è venuto facile per lungo tempo: gli bastava andare all’attacco per dare un senso alle sue giornate. Nel 2013, tra gli juniores, lo fece talmente bene da laurearsi campione europeo. Ma non è un vincente, Bonnamour: zero, infatti, è il numero dei suoi successi nella massima categoria, lui che ne fa parte ormai dal 2016. Nel 2020, tuttavia, si rese conto che all’Arkéa non si stava più divertendo. Così scelse la B&B. «Qui ho ritrovato la libertà che avevo perso e di cui ho un disperato bisogno», spiegò nella prima intervista con indosso i colori della nuova squadra.

Il debutto da guerriero di Franck Bonnamour al Tour de France

Il Tour de France del 2021 è stata la prima grande corsa a tappe di Bonnamour, ma vedendolo in azione non lo si sarebbe detto. Oltre novecento chilometri passati in fuga, quattro piazzamenti tra i primi dieci: sesto a Le Creusot, quinto a Tignes, nono ad Andorra, di nuovo quinto a Saint-Gaudens e ventiduesimo in classifica generale. Ma soprattutto supercombattivo dell’intera Grande Boucle, un risultato impronosticabile soltanto poche settimane prima. O forse no. «Non abbandona mai la contesa – dichiarò a tal proposito Yvon Caer, suo ex direttore sportivo all’ArkéaIn sella diventa un vero e proprio guerriero». Mentre saliva sui gradini del podio di Parigi, è diventato Franck una volta per tutte: non più il figlio di Yves, professionista per alcune stagioni sul finire degli anni ’80.

Un anno più tardi, ovvero oggi, Bonnamour è arrivato a 9’32” da Van Aert: ultimo, a quasi otto chilometri e mezzo di media oraria in meno del belga. Non si può dire che il Tour de France 2022 sia andato secondo i suoi piani. Ma a pensarci bene è tutta la stagione che al francese non ne va dritta una. E’ caduto un paio di volte durante l’inverno, nella seconda frazione della Parigi-Nizza ha trovato un McNulty in stato di grazia (molto vicino a quello dell’altro giorno). E poi nient’altro, purtroppo. Domani il tramonto sui Campi Elisi potrebbe provocargli un’insopportabile malinconia, lo stato d’animo che contraddistingue l’uomo da tutti gli altri animali.