
A Carcassonne, sede del terzo e ultimo giorno di riposo del Tour de France 2022, oggi è stata una giornata soleggiata. Relax per tutti i corridori, tra la classica sgambata e divertimento in piscina. Momenti che in molti hanno condiviso con spensieratezza sui propri profili social, respirando la calma prima della tempesta. Infatti in serata con il rientro nelle camere d’albergo e la cena siamo sicuri che la tensione è tornata a salire e a smuovere gli animi di atleti e addetti ai lavori. La concentrazione e l’adrenalina per l’ultima settimana della Grande Boucle cresce, a partire da casa Jumbo-Visma e casa UAE Team Emirates attese allo scontro finale.
Il duello tra Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard ha vissuto il suo culmine nell’undicesima tappa sul Col du Granon, con il danese che ha conquistato la maglia gialla strappandola allo sloveno, il quale ha accusato 2’22” di ritardo. Ma i Pirenei sono pronti ad essere per l’ennesima volta il teatro decisivo della corsa. Se l’anno scorso le grandi montagne al confine con la Spagna hanno visto l’assolo di Pogacar, questa volta la trama è ben diversa. Sarà su queste strade che Tadej tornerà a vestire la maglia gialla oppure Vingegaard affonderà il colpo di grazia? Dopo l’undicesima frazione, a partire dall’Alpe d’Huez si è visto un grande equilibrio tra i due. Ma proseguirà fino alla passerella finale sugli Champs-Élysées?
Tour de France 2022: Vingegaard vs Pogacar al round finale
«Attaccherò su ogni salita, devo recuperare prima della crono» ha riferito Tadej Pogacar nella conferenza stampa odierna. Un’affermazione che sintetizza il suo approccio all’ultima settimana di corsa. Cercherà di sfruttare ogni metro che tira all’insù e se non basterà dovrà inventarsi un’azione delle sue, sulla scia di quell’incredibile fuga vincente di 51 chilometri alla Strade Bianche 2022. Ben più difficile e folle sarà realizzare un numero del genere dopo un Tour de France corso a ritmi elevatissimi. Il terreno per provare a staccare un solidissimo Vingegaard c’è, sa che potrà contare solo sul supporto di Rafal Majka, e fino ad un certo punto, ma lo sloveno appare prontissimo. Le tappe pirenaiche sono tre e andranno in scena di fila a partire da domani, prima che il Tour viva una giornata interlocutoria venerdì e il suo ultimo atto per la classifica generale nella cronometro ondulata di 40 chilometri in scena sabato.
A Foix domani l’arrivo è posto dopo una lunga discesa dal Mur de Péguère (9,3 km al 7,9%) e dato che lo sloveno non se la cava male anche quando la strada scende chissà che non voglia inventarsi subito qualcosa. Seguono gli arrivi in salita di Peyragudes (8 km al 7,8%) e Hautacam (13,6 km al 7,8%). Tra le due la giornata più dura sarà probabilmente la seconda, quando in preda al grande caldo, verranno affrontate due scalate di prima categoria: Col d’Aubisque e Col de Spandelles. Sono questi i nomi delle salite dove Pogacar proverà a ribaltare il Tour o, più verosimilmente, a recuperare lo svantaggio su Jonas Vingegaard prima di tentare il tutto per tutto nella prova contro il tempo con arrivo a Rocamadour. Ce la metterà tutta e ne siamo sicuri visto che la reazione alla crisi sul Col du Granon è stata impeccabile, attaccando più volte Vingegaard fin dal giorno seguente.
Il danese però da quando ha vestito la maglia gialla ha corso intelligentemente in difesa, dimostrandosi sempre in pieno controllo. E viste le defezioni arrivate nella Jumbo-Visma ieri, con il ritiro di Roglic per problemi fisici e di Kruijswijk per una clavicola rotta a causa di una brutta caduta, Vingegaard difficilmente si lancerà in azioni solitarie per incrementare il suo vantaggio. Sa che a cronometro non è da meno rispetto a Pogacar, il quale è stato sempre più veloce nelle ultime occasioni passate, ma di poco. Van Aert fermato in fuga sabato dai propri diesse è un segnale di quanto sarà comunque ancora preziosa la squadra al fianco di Vingegaard. In riferimento a questo il danese ha riferito oggi che «le squadre contano ma alla fine sarà uno contro uno». Ed è il duello che tutti si attendono, il finale di un libro tutto giallo con u unico leitmotiv, un’unica domanda al quale rispondere: chi sarà il vincitore del Tour de France 2022? Jonas Vingegaard o Tadej Pogacar?












