TOUR DE FRANCE / VisconTOUR, Giovanni Visconti: «Bravo Bettiol e Cattaneo ci riprovi ancora. Moscon? Dietro al suo ritiro c’è un problema di testa che deve superare il prima possibile»

Moscon
Gianni Moscon in una foto d'archivio alla Tirreno-Adriatico
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VisconTOUR, ovvero l’analisi tecnico-tattica (e non solo) di Giovanni Visconti. Segui con noi e per tutta la durata del Tour de France, il punto dell’ex campione siciliano per capire, approfondire e discutere con lo stesso “Visco” non solo i fatti principali ma anche quelli più curiosi e divertenti della 109ª edizione della Grande Boucle. Ci divertiremo e… passaparola: siete tutti invitati!


– Giovanni, cominciamo dall’amaro ritiro di Gianni Moscon. Il corridore trentino non va, nella tappa del pavé è arrivato addirittura ultimo e ieri ha tirato i remi in barca abbandonando la corsa. Una crisi che sembra inarrestabile….

Purtroppo è così. Gianni, da ormai diversi mesi, sta attraversando un periodo estremamente difficile. E’ entrato in una sorta di tunnel dal quale non riesce più ad uscirne e mi sembra ovvio che il problema sia prima di tutto una difficoltà mentale, di testa. Il consiglio che mi sento di dargli visto che lo scorso anno ho vissuto anch’io un periodo così prima del ritiro, è di provare a “resettare” cercando di trovare nuovi stimoli e nuova fiducia in se stesso. Per farlo però ha bisogno di un aiuto perché non è un percorso facile da intraprendere da soli.

– Dalle note negative passiamo a quelle positive: Mattia Cattaneo si conferma in grande condizione e la sua fuga da lontano ha caratterizzato gran parte della frazione di ieri. Che giudizio ci dai sul corridore della Quick-Step Alpha Vinyl?

Dico che Mattia è stato bravissimo a provarci e anche se purtroppo la sua azione è saltata a circa una decina di chilometri dal traguardo, penso che alla fine della giornata debba vedere il bicchiere mezzo pieno. La gamba c’è, la determinazione anche, dunque avanti così: il Tour de France è lungo e per Mattia, così come per il suo compagno di squadra Bagioli, le occasioni per lanciarsi in una fuga vincente non mancheranno. Forza!

Pinot, quando il traguardo era ancora lontano è caduto per un contatto con un altro corridore. Poi, rientrando, è stato messo al tappetto da un involontario pugno sferrato da una meccanico della Trek-Segafredo che stava consegnando una borraccia ad un suo corridore. Lo scalatore francese sta vincendo la maglia gialla della sfortuna, non credi?

Sì, davvero incredibile anche se sono cose che in corsa purtroppo possono capitare. Comunque, al netto della sfortuna, ripeto quello che ho detto l’altro giorno: Pinot, uscito di classifica, lo rivedremo protagonista sulle Alpi o sui Pirenei.

– Ieri, nella seconda tappa vinta da un Van Aert sempre più in verde, abbiamo rivisto un certo Bettiol. Il corridore toscano ha cercato la vittoria prima di chiudere al quinto posto. Che cosa ne pensi? E’ un buon risultato che fa ben sperare?

– Direi di sì. Avevo visto pedalare Alberto molto bene già nell’insidiosa tappa del pavé e adesso mi sembra che più i giorni passano, più lui sale di condizione. Vedrete che ci darà delle belle soddisfazioni perché mi sembra anche molto determinato nel volersi portare a casa una tappa!