Doveva essere spettacolo e spettacolo è stato al Tour de France. La Super Planche des Belles Filles non ha tradito le aspettative dei tantissimi tifosi assiepati lungo le dure rampe della salita, arrivati questa mattina presto per assistere alla grande sfida. Chi ha il piacere di guardare da vicino i volti e le espressioni di tutti i corridori è Bradley Wiggins. Il britannico è al Tour de France con Eurosport per raccontare dalla moto tutto quello che vede in gruppo. Noi lo abbiamo intercettato al traguardo intento ad andare nell’area “vip” per mangiare un boccone. Ecco cosa ci ha detto…
Wiggins, duello incredibile tra Pogacar e Vingegaard, ma alla fine è sempre lo sloveno ad alzare le braccia al cielo…
“Sì, ma ha dovuto faticare non poco. L’attacco di Vingegaard era deciso e potente, tanto che Pogacar ha dovuto fare affidamento alle sue ultime energie per saltargli sulla ruota e superarlo negli ultimi metri. Il suo allungo sullo sterrato non ha fatto questa grande differenza”.
Cosa vorresti dire?
“Che secondo me Pogacar non è così imbattibile. È il più forte, assolutamente, ma per essere la prima settimana ha speso già molto. Sul pavé ha attaccato, ieri ha fatto un ultimo chilometro a tutta. Fino a Parigi è ancora molto lunga”.
Vingegaard ha qualche possibilità?
“Più di una. Oggi l’ho visto davvero molto bene e sinceramente non me l’aspettavo. Sull’Alpe d’Huez può fare un altro ottimo risultato, certo io non correrei sfidando Roglic nell’uno contro uno”.
E cosa faresti?
“Con la squadra che si ritrova la Jumbo-Visma appena arriveranno le salite più dure inizierei ad attaccare con Kuss e Roglic che sono più dietro ma stanno bene. Pogacar deve essere costretto a inseguire, altrimenti diventa dura. A proposito di Roglic: quello che ha fatto oggi considerato il problema alla spalla è incredibile”.
Ma Roglic aiuterà Vingegaard?
“Sicuramente. Ma aiutandolo potrebbe fare un favore a se stesso: lui è dietro in classifica e non ha nulla da perdere. Giocando di squadra la Jumbo è più forte della UAE, che mi pare abbia solo Majka in buona forma”.
E la Ineos come deve muoversi?
“Dipende da cosa vogliono. Se puntano alla maglia gialla devono correre in modo ancora più aggressivo e spregiudicato della Jumbo. Se l’obiettivo è il terzo posto in classifica generale allora possono stare a guardare, ma non è nella loro natura”.
Pidcock che impressione ti ha fatto oggi?
“Una buona impressione, non certo ottima. È comunque molto giovane e questa è una grande esperienza. Lui non lotterà per la classifica generale del Tour de France, ma è chiaro che vuole testarsi. Nella Ineos ho visto benissimo Thomas”.
E gli outsider?
“Niente di che, bene solo Gaudu. Sinceramente non vedo chi possa impensierire Jumbo, UAE e Ineos”.
Tra l’altro non hai nascosto la tua contrarietà al pavé nei grandi Giri…
“E lo ribadisco anche qui. Ma che senso ha? Non penso sia bello neppure per Pogacar vincere perché Roglic ha forato e caduto su una strada piena di pietre. La fortuna ci vuole sempre, ma il pavé è una roulette russa. Lasciamolo alla Parigi-Roubaix…”














