Colbrelli soffre senza ciclismo. Il forte messaggio di Eriksen e i cinquanta giorni dall’arresto cardiaco: «Sono ancora vivo, è questo che conta. Ma è dura guardare il Giro in tivù»

Sonny Colbrelli in allenamento durante il training camp 2022 della Bahrain-Victorious (foto: Tommaso Pelagalli/Bettini Photo/Bahrain Victorious)
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«Ho un cuore che si è fermato e ripartito. Più fango di così». Il 21 marzo ha cambiato la vita di Sonny Colbrelli. Il traguardo della prima tappa del Giro di Catalogna ha strappato il campione d’Italia e d’Europa dalle strade del grande ciclismo. Cinquanta giorni fa, il re della Parigi-Roubaix più leggendaria della storia, ha dovuto interrompere il suo meraviglioso viaggio. Ma grazie a un defibrillatore sottocutaneo è tornato a vivere una vita serena e si ritiene fortunato rispetto a chi non c’è più e non ce l’ha fatta dopo episodi simili. Il forte messaggio di Christian Eriksen, ex calciatore dell’Inter ora al Brentford in Premier League, lo spinge a guardare in proiezione futura: il “Cobra” soffre a guardare il Giro d’Italia in tivù. Ha la consapevolezza di rischiare di non poter più correre e quindi di lottare con i migliori del gruppo, ma è ancora vivo. Ed è questa l’unica cosa che conta e che racconta oggi. Approfondiamo il tema su quibicisport.

Colbrelli dopo l’arresto cardiaco al Giro di Catalogna: «La cosa più importante è essere ancora vivo. Molti non ci sono più»

Intervistato dal Corriere della Sera, Sonny Colbrelli ha parlato del Giro d’Italia alla tivù: «Non è facile, ma non posso fare a meno di seguire il ciclismo. Dalla tivù mi accorgo di cose nuove: come si muove la squadra, come si comporta il leader. Nella pancia del gruppo pensi solo a correre. Al Giro il colpo di una tappa è possibile: penso ad Albanese, Ballerini, Nizzolo in volata, Nibali in montagna. Nella classifica finale entreranno Ciccone e la rivelazione Fortunato».

Passando a Christian Eriksen, calciatore danese svenuto in campo agli ultimi Europei nel match tra la Danimarca e la Finlandia, il corridore della Bahrain-Victorious ha parlato di un suo messaggio: «Messaggi, tweet, telefonate: si è mosso il mondo. Mi ha scritto su Instagram anche Eriksen: “Non pensare a quello che è successo, guarda dove sono io adesso”».

E sul futuro ecco cosa pensa: «Non lo so, per ora non ci penso. Voglio immaginare che tutto torni al suo posto e io possa risalire in bici sul serio. La cosa più importante è essere vivo, in salute, al sicuro. Mi costringo a guardare avanti».

E poi dice ancora: «Metto in conto di non correre più, se questa è la domanda. Devo costringermi a essere realistico. Inizio a pensare cosa mi piacerebbe fare: di sicuro se non potessi più correre resterei nel ciclismo, il mio mondo, la mia vita».