
Che anno magico il 2021 per l’Italia e gli italiani, a tratti irripetibile. Prima l’11 luglio abbiamo centrato di nuovo gli europei di calcio dopo 60 anni a Wembley (a casa loro, degli inglesi), poi gli europei di ciclismo a Trento il 12 settembre, a casa nostra, grazie al mitico Sonny Colbrelli. Quell’anno per il bresciano fu davvero sensazionale, anche perché trionfò pure alla Parigi-Roubaix alla sua prima partecipazione, con gli azzurri che non vincevano la classica monumento dal 1999 con Andrea Tafi.
Emozioni che potrebbero tornare quest’anno a Lubiana, dopo il mondiale in Canada dove meritavamo qualcosa di più. L’Italia arriva comunque agli europei 2026 con una striscia che racconta meglio di qualsiasi statistica la tradizione nella prova in linea negli ultimi anni. Dal 2018 al 2021, infatti, il titolo continentale è rimasto sempre tricolore: prima Matteo Trentin a Glasgow, poi Elia Viviani ad Alkmaar, Giacomo Nizzolo a Plouay e Sonny Colbrelli a Trento. Un poker consecutivo costruito con quattro interpreti diversi e su quattro finali completamente differenti, a conferma che gli Europei rimangono a tutti gli effetti la nostra corsa preferita negli ultimi anni.

L’ultimo successo nel 2021 vide una volata regale di Sonny Colbrelli, che batté “Aero Bullet” Evenepoel, il favorito assoluto. Quando mancano 70 chilometri, attacca Matteo Trentin che si porta dietro tutti i migliori, tra cui Tadej Pogacar e proprio il belga. Ai fuggitivi riesce ad agganciarsi anche Sonny Colbrelli. Poi sulla penultima salita Evenepoel attacca deciso, lo seguono solo il francese Benoit Cosnefroy e Colbrelli. La lotta per la maglia si decide negli ultimi metri con una volata a due tra il belga e il portacolori azzurro. Sonny prende la curva finale in testa, butta giù il rapporto duro e parte deciso, non lasciando scampo al giovane belga. Il resto è storia.
A Lubiana quest’anno cosa potremmo fare invece? Il percorso, con arrivo a Šenčur dopo 196,3 chilometri e 2.571 metri di dislivello, potrebbe strizzare l’occhio alla Nazionale italiana. Il punto chiave sarà la salita di Možjanca, 2,1 chilometri al 10,2% medio e con punte del 15,8%, da affrontare per ben cinque volte nel circuito finale. L’ultimo passaggio è previsto a circa 13 chilometri dal traguardo, una distanza che potrebbe favorire attacchi e azioni di finisseur. Un tracciato non eccessivamente duro dove l’Italia potrebbe sfruttare la propria profondità e puntare su corridori resistenti ed esplosivi come Ciccone e Pellizzari. In Slovenia l’oro potrebbe tornare a tingersi di azzurro, come il il cielo sotto cui correranno le nazionali dal 2 al 7 ottobre.














