Approvato con grande burrasca e dure contestazioni il bilancio FCI

Il consiglio federale festeggia il suo primo anniversario
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Si è svolto nel weekend il consiglio FCI che aveva il compito di approvare il bilancio previsionale del 2022 ed i toni della discussione si sono alzati al punto che due dei tre vice presidenti non lo hanno approvato in compagnia di un consigliere federale. Così il bilancio è passato con 9 favorevole e 3 contrari.

A determinare le forti contestazioni è il disavanzo di 1,2 milioni previsto per la gestione ordinaria della stagione. Un passivo ritenuto inaccettabile in considerazione che all’orizzonte ci sono spese “non ordinarie” come la spedizione olimpica di Parigi e tutto ciò che comporterà l’attività del velodromo di Spresiano in vista delle Olimpiadi.

La passata gestione, quella di Di Rocco, ha lasciato un capitale attivo (pare di 4,4 milioni) e una gestione così allegra fa temere che al termine del quadriennio il forte attivo trovato possa essere trasformato in una passività considerando che basta un anno di gestione ordinaria per erodere più del 25%.

La discussione è stata molto aspra ed i toni si sono spesso accesi e poco ha potuto fare il segretario Tolu che alla fine ha dovuto ratificare sette voti favorevoli, due favorevoli con riserva (vogliono verificare alla fine dell’anno la situazione reale) e tre contrari.

Preoccupati i presidenti regionali presenti che hanno giudicato molto criticamente un avvio economico così pesante.
Tra i temi emersi anche l’indennità per il presidente FCI. In passato era fissata a 36.000 euro, ora è possibile parametrarla al “giro d’affari” della federazione. Si è parlato anche di 180.000 euro. Resta da capire se è giusto parametrarla al giro d’affari o se invece sarebbe più utile legarla al bilancio: una forte passività può giustificare l’aumento dell’indennità?