Inizia il ciclo di Bennati: «Le mie esperienze passate saranno utili al mio ruolo da cittì. Non sarò un duplicato di Cassani»

Bennati
Daniele Bennati alla premiazione del Giro d'Onore 2021
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A pochi giorni dal via della stagione ciclistica anche in Europa, il nuovo commissario tecnico Daniele Bennati inizia a definire il suo programma e le linee guida della sua gestione. In un’intervista al Corriere della Sera, l’aretino ha avuto modo di parlare delle sue esperienze passate da corridore e opinionista televisivo, che, a suo avviso, saranno fondamentali anche per questo nuovo ruolo da cittì.

«Sono stato corridore professionista per 18 stagioni e ho avuto tre vite diverse. – ha spiegato Bennati a Marco Bonarrigo – Ho imparato il mestiere lavorando per Cipollini. A gestire la gloria del successo correndo da capitano, e ad avere lo spirito di sacrificio mettendomi al servizio di Valverde e altri leader. È stato un percorso completo, direi affascinante. E credo che la Federazione mi abbia scelto proprio per questo motivo».

Bennati ha poi voluto sottolineare le differenze che ci saranno rispetto alla direzione di Davide Cassani. Tutto ciò che il tecnico romagnolo ha portato alla nazionale non verrà certo accantonato, ma è chiaro che Bennati metterà in campo le proprie idee.

«Eredito la poltrona di Cassani ma anche quella di Alfredo Martini, mio grandissimo maestro. E del povero Franco Ballerini, guida e amico, nonché mio testimone di nozze. Da ognuno ho imparato qualcosa. Allo stesso tempo non sarò un duplicato di Cassani, che comunque ammiro. Mi terrò in contatto con gli altri cittì ma mi limiterò a guidare i ragazzi a caccia di un titolo che manca da 14 anni. Senza essere onnipresente».

Su una cosa Bennati vuole proseguire sulle orme di Cassani, ovvero il progetto di “team Nazionale” che partecipa non solo a mondiali, europei e Olimpiadi, ma anche alle corse minori per club.

«Non sarà facilissimo perché la struttura del calendario è cambiata e i team Continental faranno fatica a prestarci gli atleti. Ma ci proverò. Attenzione però perché non userò le corse per convocare decine di corridori e metterli alla prova. I corridori dovranno meritare la maglia azzurra anche nelle corse minori».