Ma Fabiana Luperini (dimenticata) aspetta il suo posto sulla nuova seggiovia dello Zoncolan dedicata al Giro d’Italia

Luperini
Fabiana Luperini in maglia rosa al Giro d'Italia 1997
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È stata inaugurata sullo Zoncolan la prima seggiovia dedicata al Giro: sei seggiolini rosa per ricordare i vincitori che si sono imposti in cima alla mitica salita della Carnia. Dopo le prime due vittorie di Gilberto Simoni (2003 da Sutrio e 2007 da Ovaro), sono arrivate quelle di Ivan Basso nel 2010, Igor Anton nel 2011, Michael Rogers nel 2014, Chris Froome nel 2018 (tutte ottenute dal versante di Ovaro). Mentre abbiamo ancora negli occhi la bella impresa di Lorenzo Fortunato (dal versante di Sutrio) nell’ultima edizione del Giro. Non c’è però il posto col nome di Fabiana Luperini, che per prima dominò lo Zoncolan nel 1997. La toscana vinse in maglia rosa mettendo il sigillo al terzo Giro Rosa (dei quattro conquistati).

Fabiana, ti sarebbe piaciuto avere il seggiolino rosa col tuo nome?

«Certamente! E mi dispiace una cosa…»

Quale?

«Che nonostante lo sport femminile abbia fatto negli ultimi anni passi da gigante, viene sempre “dopo”. E’ l’ennesima prova che siamo ancora indietro…»

Eppure su quella salita siete state le prime.

«E’ vero e se ne parlò tanto anche alla vigilia, infatti andai a vederla in allenamento e l’impressione fu di una salita dura, quella che è…»

In gara come andò?

«Al Giro avevo una squadra forte (la Sanson diretta da Marino Amadori ndr), avevo già vinto due tappe ed ero in maglia rosa, non fui mai in affanno. Anzi ricordo che era in fuga una mia compagna, Luisiana Pegoraro e avrei avuto piacere che vincesse lei visto che la squadra aveva lavorato tanto. Poi sul finale cedette un po’ e io mi impegnai a fondo perché era una vittoria di prestigio, una salita inedita e non mi andava di lasciarla alle avversarie dopo tutto il lavoro fatto. Fu una bella vittoria, una bella giornata…»

Quella volta siete salite dal versante più facile di Sutrio, mentre nel 2018 è stato scalato da Ovaro e ha vinto Annemiek Van Vleuten.

«Forse per questo non la ricordo come una giornata “tremenda”. Tra l’altro siamo arrivate un po’ più giù perché in cima non era ancora agibile. Certo io avevo una grande condizione e soprattutto viaggiavo in carrozza con compagne come Roberta Bonanomi, Alessandra Cappelotto…»

Naturalmente avrai visto in televisione le tappe del Giro, a cominciare da Simoni.

«Certo, ed è allora che ho capito di aver fatto un’impresa. Lì per lì non mi era sembrata una gran cosa anche perché non avevo termini di paragone. Poi vedendo i professionisti mi sono resa conto che era veramente una salita micidiale, ormai penso che insieme al Mortirolo lo Zoncolan sia ritenuta una delle salite più difficili in assoluto. Però vorrei suggerire una cosa a chi ideato la seggiovia».

Vai pure…

«Quando il Giro tornerà sullo Zoncolan, invece di aggiungere un seggiolino solo, ne prevedano uno in più, così possono mettere anche il mio nome…»