Anna Van der Breggen sale in ammiraglia: «Per me è una nuova sfida da vincere. Guiderò la SD Worx»

Van der Breggen
Anna Van der Breggen alla Freccia Vallone 2021 (foto: A.S.O./ThomasMaheaux)
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Una delle più grandi campionesse della storia del ciclismo femminile ha appeso gli scarpini al chiodo poco più che trentenne. Tredici stagioni da professionista con due mondiali, quattro Giri d’Italia, due Liegi, una medaglia d’oro olimpica, un Fiandre, una Strade Bianche e addirittura sette Freccia Vallone. Anna Van der Breggen saluta il gruppo con questo palmarès e affronterà una nuova carriera da direttore sportivo.

Per una ragazza abituata a vincere ripetutamente è necessario trovare nuovi stimoli, nuove sfide in cui cimentarsi. Ecco da dove nasce l’idea dell’olandese di diventare tecnico della SD Worx. «Ho bisogno di imparare cosa c’è dietro al ciclismo. Ho sempre corso, mi occupavo solo di quello. Invece ora devo pensare all’organizzazione, la preparazione, l’allenamento. Tante cose che erano in mano ad altre persone».

La Van der Breggen sa bene che non sarà facile diventare subito una diesse di successo. Durante la stagione è salita più volte in ammiraglia (al Simac Ladies Tour e alla Parigi-Roubaix per esempio) e ha fin da subito capito che dovrà studiare molto per ripetere quanto fatto da atleta.

«E’ un lavoro che richiede tempo, ma so di essere circondata da persone capaci pronte a insegnarmi tutto quello che sanno. Danny Stam è uno di questi. Mi ha seguito quando correvo e ora sarò ancora al suo fianco in questo nuovo ruolo». 

Prima di salire ufficialmente in ammiraglia però bisognerà prendere la qualifica di diesse rilasciata dall’UCI. A questo proposito, insieme all’amica e compagna Chantal Blaak, sta seguendo un corso in Svizzera che le permetterà di ottenere il patentino.