Milesi (Biesse): «Le tappe al Giro la ciliegina sulla torta di un anno positivo. Svrcek è un talento, ne sentiremo parlare»

Marco Milesi, direttore sportivo della Biesse Arvedi
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La stagione degli U23 si è chiusa ufficialmente alla Coppa d’Inverno ed è arrivato il momento di tracciare un bilancio di quest’anno davvero intenso e ricco di sorprese. Marco Milesi sa di poter guardare indietro con il sorriso, la sua squadra è piccola rispetto a molte Continental eppure negli appuntamenti più importanti è sempre stata protagonista.

Vedere per ben due volte la maglia della Biesse-Arvedi sul podio del Giro d’Italia di categoria ha senza dubbio aiutato, ma non bisogna neppure dimenticare che grazie all’ottimo lavoro di Milesi e i suoi collaboratori un corridore di talento come Riccardo Ciuccarelli ha già potuto firmare un contratto tra i professionisti a partire dal 2023.

Inoltre la Deceuninck-QuickStep ha “appoggiato” uno dei suoi pupilli, Martin Svrcek, per almeno sei mesi in casa Biesse. L’obiettivo è quello di crescere facendo esperienza a livello internazionale ed essere formato in tutto e per tutto prima di passare con i “grandi”. Con Milesi parliamo proprio del corridore ceco, ma anche dell’interessante progetto della squadra nel 2022 e negli anni a venire.

Milesi, partiamo proprio da questo nuovo progetto…

«Si, ci sarà questa divisione fra Arvedi e Biesse per il settore strada, poiché quest’ultima ha acquisito il marchio Carrera. Quindi cambierà sicuramente qualcosa a livello gestionale, così come le biciclette degli atleti. Pedaleranno su telai Carrera».

E a livello strettamente ciclistico?

«L’anno è stato ottimo e ho voluto fortemente confermare quelli che sono stati i protagonisti della stagione, su tutti Ciuccarelli, Belleri e Bonelli. Sono stato convinto poi da due primi anni che con noi hanno fatto vedere buone cose, ovvero Giacomo Villa e Lorenzo Gobbo. Nelle prossime settimane annunceremo il roster completo, intanto vi anticipo che con noi ci sarà anche Alessandro Motta».

Di Svrcek invece cosa ci puoi dire?

«Ne parlano tutti molto bene e io ho avuto modo di conoscerlo in queste settimane. È davvero determinato, vuole sfruttare al massimo quest’esperienza con noi per prepararsi al WorldTour. Anche fisicamente mi sembra dotato e i valori non indifferenti».

Correrà 6 mesi con voi come Ayuso con la Colpack prima di passare in QuickStep?

«È tutto da vedere. Dipenderà molto da come si comporterà tra i dilettanti. Se dimostra di meritare il professionismo allora già a giugno potrebbe passare, altrimenti resterà tutta la stagione. Comunque verrà strettamente monitorato dalla Deceuninck, decideranno loro».

Tornando invece all’anno appena concluso. Che 2021 è stato?

«Beh non potrei dire altro che positivo. Le due tappe al Giro d’Italia sono state la ciliegina sulla torta di una stagione ottima. Le vittorie sono arrivate, ma soprattutto, cosa che a me interessa più di tutte, è che i ragazzi si sono messi in mostra e abbiano attirato le attenzioni delle squadre professionistiche».

Parli di Ciuccarelli?

«Assolutamente. Sapere che passerà pro’ nel 2023 mi rende davvero molto felice. L’Androni può essere la squadra giusta per lui e quest’altro anno tra gli Under 23 gli servirà per prepararsi ancora meglio al grande salto. È un ragazzo che merita sia come persona sia come atleta».

E per gli altri? Pensiamo a Bonelli e Belleri…

«Ancora nulla purtroppo. Bonelli comunque è ancora molto giovane, è un 2001 e ha tempo per crescere. Per quanto riguarda Belleri diventerà Elite e questo vuol dire che dovrà dimostrare il doppio degli altri per essere notato. Io comunque sono fiducioso, può fare una bella stagione».