AMARCORD/71 Nibali, al Lombardia 2017 un bis da padrone. Si inchinano Pinot e Alaphilippe

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A mani vuote, o quasi: così si presenta Vincenzo Nibali al via del Lombardia 2017, ultimo appello di una stagione che ha promesso molto, ma concesso poco: terzo al Giro, dietro a Dumoulin e Quintana; secondo alla Vuelta, alle spalle di Froome. È andato forte, a tratti fortissimo, ma gli è mancato l’acuto.

Il Lombardia, che ha già conquistato due anni prima, è l’occasione ideale per salvare il bilancio. Per prepararlo come si deve e smaltire qualche acciacco, ha anche saltato il mondiale di Bergen, peraltro non adatto a lui.

La corsa è come al solito, dura, spietata. Dopo il Ghisallo, il menu propone il terribile Muro di Sormano, seguito in rapida successione dalle due erte di Civiglio e San Fermo della Battaglia. La selezione è naturale, negli ultimi 20 chilometri sopravvivono in testa più o meno in venti.

Pinot, fuochi sul Civiglio. Nibali lo prende e lo attacca in discesa

Il Civiglio segnala le ambizioni di Thibaut Pinot, adattissimo a una corsa del genere (la vincerà l’anno dopo). Il francese apre il gas ripetutamente, confidando nel tratto più duro, con pendenze al 14%. Verso la fine della salita, però, sull’ennesimo assalto di Pinot, è Nibali a rivelare un autentico stato di grazia: esce dal gruppetto, nel quale remano tra gli altri Quintana, Uran, Aru e Alaphilippe, accelera senza scomporsi e piomba alla ruota del francese.

Sulla successiva discesa, tutt’altro che facile, Nibali comincia a pennellare i tornanti alla sua maniera. Pinot ne vede la sagoma allontanarsi a ogni curva e quando arriva sul piano ha già una decina di secondi di svantaggio.

A sua disposizione ci sarebbe la salita di San Fermo della Battaglia, ma ormai fra lui e Nibali ci sono un paio di marce di differenza. Lo Squalo va su come un ossesso, Pinot crolla e viene preso e lasciato anche da Alaphilippe, impegnato in un inseguimento ormai senza speranza.

Sulla copertina di Bicisport, Vincenzo taglia il traguardo di Como formando con le due mani il numero cinquanta, come le vittorie ottenute in carriera. La numero 51, cinque mesi dopo, sarà un’altra storia gloriosa, lungo il tragitto da Milano a Sanremo.