
Un antico detto sostiene che la fortuna aiuta gli audaci. Spesso si rivela veritiero, altre volte meno, fatto sta che chi ha dalla sua tenacia e spirito di sacrificio non china il capo con tanta facilità davanti ai colpi bassi della sorte. Tra costoro c’è Matteo Trentin che, nonostante qualche difficoltà di troppo negli ultimi anni e varie circostanze non certo favorevoli, è sempre pronto a tirare fuori il meglio di sé in ogni gara e ogni contesto. Quello in cui si troverà a gareggiare oggi è prestigioso più che mai e risponde al nome di Parigi-Roubaix ovvero la Regina delle Classiche.
Desiderio di rivalsa
Trentin, in forza alla Uae Emirates, è corridore di grande esperienza che unisce grande resistenza a un ottimo spunto veloce, oltre a essere dotato di una visione della gara tipica di chi in gruppo si sa muovere con disinvoltura. Le sue partecipazioni alla Parigi-Roubaix sono sette: nel 2012 si ritirò, nel 2014 giunse novantacinquesimo, nel 2015 cinquantunesimo, nel 2016 trentaseiesimo, nel 2017 ottantottesimo, nel 2018 si ritirò mentre nel 2019 giunse quarantatreesimo.
Si tratta di risultati modesti, non all’altezza della classe del corridore di Borgo Valsugana capace di vincere con autorevolezza i campionati europei in linea in quel di Glasgow nel 2018. Un corridore di indiscusso talenti e che in questi ultimi tre anni, suo malgrado, non sempre è riuscito ad esprimersi al meglio a causa di qualche cavillo spuntato proprio negli istanti meno adatti. Il suo 2021, ad oggi, è stato come sempre valido corso ad alti livelli e accompagnato, purtroppo, da qualche tiro mancino del fato che non gli ha concesso di essere al cento per cento nei momenti decisivi. Un esempio? I campionati mondiali sulle strade fiamminghe vinti da Julian Alaphilippe: Trentin, uno dei capitani della nazionale azzurra reduce da una splendida vittoria in solitaria al Trofeo Matteotti, è rimasto vittima di una caduta con Davide Ballerini quando mancavano 186 chilometri al traguardo. A quel punto, ha quindi dovuto mettere da parte i suoi sogni di gloria per dare una mano agli azzurri prima di ritirarsi con dignità e quell’amarezza che si legge estremamente nitida in faccia di coloro che sanno che lo sport, spesso, sa essere maestro arcigno e ingiusto.
Ma questo non ha piegato la volontà di Trentin di mettersi in gioco e il corridore nostrano è pronto oggi a ritagliarsi il suo spazio. Dove arriverà? Arduo da dire dato il parterre e le mille varianti che contraddistinguono una manifestazione ma Trentin è pronto a dare tutto per ricordare a se stesso, ai suoi tifosi e agli avversari, che la caparbietà e la forza d’animo sono virtù capaci di andare oltre le avversità. Persino quelle architettate fin troppo bene da un fato che sa come divertirsi nel momento sbagliato.













