Fondriest, faresti il Ct? «Se mi chiamano, rispondo subito sì. Le Olimpiadi non sono state positive»

Maurizio Fondriest
Maurizio Fondriest in passato è stato candidato al ruolo di commissario tecnico della nazionale
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Quello di Maurizio Fondriest è uno dei nomi caldi del momento e in molti lo hanno tirato in ballo come possibile successore di Davide Cassani alla guida della nazionale italiana di ciclismo. L’ex campione del mondo (Renaix 1988) e vincitore della Milano-Sanremo del 1993, ha seguito le Olimpiadi con molta attenzione. Classe 1965, originario della Val di Non, sarebbe un volto totalmente nuovo in Federazione. E così lo abbiamo raggiunto telefonicamente e lo abbiamo un po’ stuzzicato sull’argomento…

– Maurizio, mancano ancora i risultati della pista, ma come giudichi la spedizione italiana a Tokyo 2020?
– Non è arrivata nessuna medaglia, se non con Elisa Longo Borghini. Il giudizio definitivo non può certo essere positivo.

– Cosa non è andato secondo te?

– Io credo che chiunque avrebbe scelto i corridori che ha portato Cassani. Forse si poteva portare in Giappone anche Formolo, che uscendo dal Tour de France poteva dire la sua. Magari avrebbe potuto prendere il posto di Ciccone, ma sarebbe cambiato poco. Caruso al Giro è andato fortissimo, ma è passato molto tempo.

– Nibali lo avresti portato?

– Sì, senza dubbio. Vincenzo si meritava questa convocazione, se non altro per la sfortuna che ha avuto a Rio 2016. Meritava di andare a queste Olimpiadi. Ci ha abituato bene, a volte ha fatto i miracoli, ma non potevamo aspettarceli questa volta. Se avessimo avuto un corridore in grado di lottare davvero per il podio, sarebbe stato giusto lasciare a casa Vincenzo. Gli errori sono stati altri…

– Quali?

– In un’Olimpiade così calda e impegnativa, i corridori usciti dal Tour de France sono stati avvantaggiati. Basta vedere la classifica finale. Tutti quelli che hanno svolto un ritiro in altura si sono ritrovati a correre con un caldo non preventivato forse. E l’adattamento alla fatica e al caldo sono stati determinanti.

– Guardando la classifica, c’era spazio per giocarsi qualche carta?

– Guardando il podio, forse no. Bettiol ha pagato probabilmente il discorso del caldo, ma non ho elementi per giudicare, posso soltanto fare delle ipotesi. Anche Evenepoel, come Alberto, ha deciso di allenarsi in quota ed ha fallito tutti gli appuntamenti. I primi arrivati sono tutti corridori che venivano dal Tour. Senza nulla togliere a Caruso e a Ciccone, contro Carapaz, Van Aert e Pogacar c’era poco da fare. L’unico a provarci è stato Bettiol e c’è da dargli merito per questo.

–  Come giudichi invece la prestazione di Filippo Ganna?

– In molti hanno parlato di fallimento, ma c’è da distinguere il risultato dalla prestazione.

– In che modo?

– L’ho visto molto tirato, forse per adattarsi a un percorso che era molto impegnativo, non adatto a lui, con troppo dislivello. E’ arrivato quinto e il risultato non è positivo. 

– E la prestazione?

– Quando perdi per così poco all’inizio c’è delusione, ma poi analizzi i motivi. Quattro secondi sono un niente. La prestazione non cambia per quattro secondi. Fossi in Ganna, certo, non sarei contento, ma le corse sono così. Ha trovato un percorso difficile e corridori che sono andati più forte. Ma con quattro secondi di meno staremmo parlando di un argento meritatissimo e saremmo tutti qui a fargli i complimenti. Adesso dovrà rifarsi nella pista.

– Ma se adesso dovesse arrivare una chiamata dalla Federazione, Maurizio Fondriest sarebbe pronto a prendersi l’Italia?

– “Pronto” è un parolone – ride – perché è un ruolo importantissimo e molto delicato. Il commissario tecnico in Italia è un lavoro difficile, non è un semplice selezionatore.

– Spiegati meglio…

– La fortuna di un commissario tecnico, anche del più bravo del mondo, la fanno sempre i corridori. E purtroppo Cassani, a parte poche occasioni, non ha avuto grandi carte da giocarsi. Però ha fatto un grande lavoro su tutti gli altri fronti, nel turismo e nella promozione del ciclismo per esempio. Certo, se dovesse arrivare una chiamata risponderei subito presente. Poi penserei a come reimpostare la mia vita.