Il possibile mancato rinnovo del contratto di Cassani ha provocato già da qualche tempo il toto nomi per la successione sulla panchina azzurra.
Il primo nome che è stato fatto è quello di Maurizio Fondriest, campione del mondo a Roubaix nel 1987. Il corridore trentino è stimato da Dagnoni ed è considerato una sicura risorsa del movimento.
La nomina di Roberto Amadio a direttore delle Nazionali ha poi spostato l’attenzione sugli ex corridori a lui più vicini. Si è fatto ad esempio il nome di Mario Scirea, campione del mondo nel 1987 nella crono squadre e già sull’ammiraglia nel 2005 nella Liquigas di Amadio prima e nella Lampre di Saronni poi.
E poi stato fatto il nome di Giuseppe Martinelli che ha lunga esperienza di ammiraglia e che sarebbe stato ben felice di ricevere un incarico così prestigioso. Difficile però dire se oggi che, saltato Vinokourov, ha un ruolo centrale nell’Astana potrebbe ancora essere disponibile.
Tanti nomi, anche Fondriest, Bramati e Bugno
Tra i tecnici in attività si è parlato anche di Davide Bramati, attualmente sull’ammiraglia della Deceuninck. Tecnico capace, collaudato, ma non sappiamo quanto sia facile strapparlo alla squadra belga che grandi soddisfazioni gli sta dando.
Infine, negli ultimi giorni, è emerso il nome di Gianni Bugno. Il due volte campione del mondo è molto legato al presidente Dagnoni che lo avrebbe voluto anche nella sua squadra alle ultime elezioni federali. Gianni non ha certo bisogno di presentazioni anche se chi lo conosce teme che questo ruolo non sia quello che lui amerebbe di più.
Ma Cassani aveva indicato una strada
Certo è che i nomi possibili per una candidatura del genere sono molti ed alla resa dei conti il presidente Dagnoni ed il responsabile Amadio non avranno che l’imbarazzo della scelta. E’ indispensabile però che i due alti dirigenti si rendano conto che non sarà sufficiente cambiare l’inquilino dell’ammiraglia per ottenere risultati che il movimento oggi non è in grado di produrre. Ci vorranno ben altri interventi per recuperare nel tempo il tanto terreno perduto. Cassani aveva indicato una strada ed aveva cominciato a percorrerla. Ora è lecito sperare che i necessari interventi strutturali possano essere compiuti con maggiore destrezza di quanta mostrata in questa occasione.














