Nizzolo dice tutto: «Ecco perché ho mollato il Giro, ma ora voglio Europei e Mondiali»

Giacomo Nizzolo in maglia ciclamino al termine della Modena-Cattolica, quinta tappa del Giro d'Italia 2021
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Se Giacomo Nizzolo fosse riassumibile in una frase, sarebbe questa: “Never Give Up“, “Mai Arrendersi“. Quelli che hanno scelto di tratteggiarlo come il “Collezionista di secondi posti”, non sono riusciti a rendersi conto di quanto sia diventato difficile vincere nel ciclismo di oggi. Uno solo alza le braccia al cielo e tutti si ricordano di lui e così Nizzolo a Verona, nel mare magnum degli sprint sempre più combattuti e snervanti, è riuscito a distruggere l’incantesimo al Giro d’Italia. Il Mastino Brianzolo, dalle strade del Baloise Belgium Tour, racconta a quibicisport perché ha deciso di lasciare la Corsa Rosa e come evolverà la sua stagione: vuole Europei e Mondiali, passando prima per la difesa del tricolore a Imola.

Giacomo, com’è andata la prima tappa del Giro del Belgio?

«Abbiamo avuto un po’ di sfortuna. Avevamo in programma di aiutare il nostro compagno Campenaerts, ma sono riuscito ad aiutarlo fino a un certo punto: ho avuto due problemi meccanici e ho dovuto cambiare la bici due volte e mi sono staccato».

Tornando al Giro d’Italia, la Corsa Rosa che segnali ti ha lasciato?

«È stata sicuramente positiva, nel senso che l’obiettivo che mi ero prefissato ovvero di vincere una tappa, sono riuscito a raggiungerlo. Sono partito con due bei secondi posti e dopo li ho confermati con la vittoria, quindi sono contento».

Il percorso forse ha dato poche chance a voi velocisti?

«Direi che come percorso è stato simile agli ultimi anni, non è cambiato molto ed è stato sulla stessa falsariga, con le volate nella prima parte e arrivi più impegnativi negli ultimi dieci giorni».

Nei mesi precedenti l’idea era di provare a vincere la maglia ciclamino: con un disegno diverso delle tappe sarebbe stato più fattibile arrivare fino a Milano?

«No perché in realtà non è stato un problema di percorso, ma della mia condizione fisica. Avevo difficoltà in salita perché dopo le Classiche mi sono concentrato più sulle volate che sulla resistenza e alla fine ho avuto difficoltà. Però se avessi avuto un’altra condizione credo che finire il Giro non sarebbe stato un problema, come ho fatto in passato. Non voglio che passi il messaggio che il Giro era troppo duro».

La Qhubeka-Assos è tornata a casa con tre tappe vinte. Un ottimo risultato.

«L’avventura con loro continua alla grande. Quest’anno al Giro abbiamo trovato un’atmosfera fantastica, siamo riusciti a vincere tre tappe e siamo andati al di sopra delle aspettative. Siamo contentissimi. Oltre alle vittorie anche due secondi posti, alcuni giorni con la maglia ciclamino quindi è stato un Giro sicuramente molto positivo per noi».

Dopo il Belgio come proseguirà la tua stagione? Ti vedremo al Tour?

«Stiamo ancora valutando con la squadra e a breve usciranno i prossimi programmi. Ora voglio concentrarmi sul Giro del Belgio e tra pochi giorni decideremo».

In questi giorni avrai la possibilità di giocarti qualche tappa?

«Sì assolutamente. C’è un livello altissimo di velocisti. Dopo la cronometro, la terza e la quinta tappa sono adatte agli sprinter e quindi proverò a mettermi alla prova».

Maglia azzurra agli Europei e ai Mondiali: ci punti?

«Spero di sì. Il circuito è sicuramente impegnativo, però se sarò al massimo della condizione voglio provare perlomeno a esserci per dire la mia. Poi vedremo sulla strada se riuscirò o meno».

Prima ci sarà da difendere il tricolore ai campionati italiani del 20 giugno.

«È una corsa che va onorata e mi farà piacere esserci, ovviamente non con ambizioni di vittoria perché il percorso per me è troppo impegnativo».

Da qui a fine stagione, Nizzolo quali obiettivi intende raggiungere.

«Sicuramente il principale sarà quello di farmi trovare al massimo della condizione per il campionato del mondo, è questo l’obiettivo che ho in testa. Poi vedremo come andrà anche lì. Sai è una corsa particolare, di altissimo livello, però il mio obiettivo è quello di arrivarci al top e poi da lì vedremo».