Pozzovivo si racconta: «Mi sono operato un’altra volta, ma al Giro voglio arrivare nei primi 10. I giovani? Forti, però dureranno poco»

Pozzovivo
Domenico Pozzovivo al via della Tirreno-Adriatico 2021 (foto: LaPresse)
Tempo di lettura: 4 minuti

Quando ad aprile la primavera sboccia con i suoi colori e i suoi profumi, l’appassionato di ciclismo sa bene che manca davvero poco al via del Giro d’Italia. E se molti tifosi attendono con ansia la carovana rosa passare sotto casa, ci sono alcuni corridori a cui l’aria del Giro regala motivazioni extra e tanta voglia di correre. Uno di questi è senza dubbio Domenico Pozzovivo, scalatore lucano della Qhubeka-Assos che il prossimo 8 maggio, da Torino, prenderà parte al suo quindicesimo Giro d’Italia.

«Quando ho iniziato a correre in bicicletta non avrei mai pensato di partecipare a quindici Giri d’Italia. E’ un orgoglio, ma non pensate che andrò lì solo per fare presenza».

A 38 anni, a ottobre ne compirà 39, Domenico non ha alcuna voglia di arrendersi. Ci dice che la voglia è la stessa del lontano 2005 e nonostante qualche ruga e qualche acciacco in più partirà con in testa l’obiettivo di raccogliere quanto più possibile. Forse non in molti sanno che Pozzovivo, due giorni dopo la fine della Tirreno-Adriatico, si è dovuto sottoporre ancora una volta a un intervento parecchio impegnativo che sicuramente ha condizionato il suo percorso di avvicinamento alla corsa rosa.

Domenico Pozzovivo in azione nella cronometro conclusiva della Tirreno-Adriatico 2021 (foto: LaPresse)

«Ho passato dei giorni difficili. Inizialmente si pensava a un’operazione ambulatoriale, di routine diciamo, invece non è stato così. La neurolisi è un intervento volto a liberare un nervo da compressioni che ne impediscono il regolare funzionamento e per farlo è stata necessaria anche un’anestesia totale».

«La prognosi era di un mese ma sono rimasto fermo solo quattro giorni. La voglia di tornare in sella e preparare il Giro era troppa. Ovviamente non ho rischiato nulla, ho fatto i giusti passi per non compromettere il tutto. Certo sono state due settimane che avrei preferito passare diversamente. A posteriori probabilmente avrei rinviato l’operazione a dopo il Giro».

Pozzovivo, si va al Tour of the Alps con in testa il Giro d’Italia

18A tappa – Pinzolo – Laghi di Cancano – Domenico Pozzovivo

Domenico è questo qui. Un ragazzo che lontano dalla sua bicicletta non ci sa proprio stare, quattro giorni dopo un’operazione delicata era già in sella. Però adesso è il momento di mettere la neurolisi alle spalle, c’è da preparare un Giro d’Italia e tappa fondamentale è per lui il Tour of the Alps.

«Il programma è rimasto lo stesso, ma quest’anno ci arrivo con meno ambizioni del solito. A fine aprile sono abituato ad avere una condizione già ottima, quindi al Tour of the Alps riesco sempre ad essere molto competitivo. Stavolta il mio unico pensiero sarà quello di crescere tappa dopo tappa per mettere chilometri nelle gambe. Negli ultimi anni ho leggermente sofferto la terza settimana del Giro, chissà che in questo 2021 non possa fare il percorso inverso».

Pozzovivo, che il Tour of the Alps lo ha vinto nel 2012 quando si chiamava ancora Giro del Trentino, ci racconta poi che diversamente da quanto è abituato a fare non è riuscito ad andare in ricognizione sulle tappe più impegnative del Giro. Il lucano è uno di quei corridori a cui piace arrivare preparato agli appuntamenti…

«Sfortunatamente, a causa dell’operazione ma anche di questo calendario che lascia sempre meno spazio, non sono riuscito a visionare molte frazioni. L’unica che non potevo saltare era quella dello sterrato, la numero 11. Mi serviva una ricognizione tecnica perché non ho mai corso la Strade Bianche. Mi preoccupa un po’, spesso queste tappe si rivelano più pericolose di un duro tappone alpino».

Il confronto con i più giovani e il ciclismo moderno

Pozzovivo
Domenico Pozzovivo vince la sua prima (e al momento ultima) tappa al Giro d’Italia. Eravamo a Lago Laceno nel 2012.

Pozzovivo sa che dovrà vedersela con dei ragazzini scalmanati pronti a far saltare qualsiasi tatticismo per andare alla ricerca della vittoria. I giovani al via del Giro 2021 sono molti: c’è Bernal, che è il favorito numero uno, ci sono Almeida ed Evenepoel, ma anche Vlasov, Hindley, Sosa, Ganna e Ciccone.

«Se riuscissi ad entrare in top-ten sarei davvero contento. So che non sarà facile, questi ragazzi vanno davvero forte e spesso al Giro abbiamo assistito all’esplosione di corridori che alla partenza non apparivano tra i favoriti.

«La mia spiegazione a questi giovani talenti? Credo che già tra i dilettanti si tenda a utilizzare gli stessi metodi di allenamento dei professionisti, di alimentazione e di tecnologie. Insomma, arrivano tra i grandi con già 3 o 4 anni di esperienza alle spalle. Allo stesso tempo sono abbastanza sicuro che la coperta rimanga delle stesse dimensioni e chi va forte a 21 anni difficilmente avrà una carriera lunga come la mia, quella di Valverde, Cavendish o Nibali».