Dagnoni è già al lavoro: «Dopo le elezioni siamo tutti nella stessa squadra»

Mario Dagnoni guida con il derny Felice Gimondi alla Sei Giorni di Milano, in una foto d'archivio
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Come denunciato alla vigilia delle elezioni italiane, sabato all’assemblea elettiva della Uec sarà assente la «nuova» Federazione poiché le candidature, per la scadenza dei termini, sono state avanzate dal consiglio uscente. Se la candidatura di Enrico Della Casa non aveva creato stupori, meno gradita era stata quella della Isetti al direttivo Uci considerata quanto meno “inopportuna” dai suoi avversari dai suoi competitor. È però ragionevole pensare che visto l’apporto decisivo dell’elettorato della Isetti a Dagnoni, si possa trovare una ragionevole collaborazione come lo stesso presidente federale auspica. Il neopresidente della Federazione, Cordiano Dagnoni, è stato risucchiato a grande velocità nei meccanismi federali. Intensi i rapporti con il Coni ed in particolare con il presidente Malagò.

Innanzitutto c’è da scegliere il nuovo segretario generale

«Ho già un’idea precisa – confessa Dagnoni – ma prima di ufficializzarne il nome voglio avere la certezza avendone conferma anche da Malagò».

È stata invece già stabilita per il prossimo 20 marzo la prima convocazione del consiglio federale.

«La faremo a Milano poiché sette degli undici componenti sono lombardi. Ho pensato che potremo assistere insieme alla partenza della Sanremo e poi riunirci».

Idee chiare anche per il rifacimento dello Statuto.

«Ho letto la proposta di creare una commissione che rappresenti i quattro candidati, ma penso di gestirla diversamente. Infatti credo che la divisione nelle quattro correnti elettorali – afferma – sia stata superata con le elezioni. Oggi abbiamo un’unica Federazione ed ogni barriera è necessariamente rimossa. Dialogo frequentemente con uomini che facevano parte dello schieramento di Martinello, di cui ho grande stima. Voglio guardare alle competenze. Preferisco che più delle provenienze siano valorizzate le capacità».

In consiglio è arrivata solo Norma Gimondi tra i candidati che non appartenevano allo schieramento che l’ha eletta. Quali sono i rapporti?

«Ottimi. Ho avuto modo di sentirla già più volte e mi ha fatto particolarmente piacere la foto che lei stessa mi ha mandato che ritrae suo padre, Felice, in bici trainato da mio padre, Mario, in un dietro motori alla Sei Giorni di Milano. La foto era accompagnata da un messaggio che la dice lunga: «Adesso tocca a noi!».

Presidente, sabato si svolgeranno le elezioni continentali, come le vivrà?

«Da spettatore. Purtroppo non posso fare altro. Le candidature sono state già avanzate da tempo ed io potrà solo guardare. In settimana avrò modo di parlare con Della Casa che è l’unico candidato presidente».

E la Isetti, candidata per l’Uci?

«Come ripeto posso solo assistere, spero solo di poter lavorare bene con tutti. Come ho già detto, passate le elezioni bisogna cercare di lavorare al meglio con i migliori e spero su questo concetto di poter avere la collaborazione di tutti. Stasera intanto ci sarà una riunione preliminare, virtuale, del consiglio di presidenza. Ovviamente c’è grande attesa per i primi provvedimenti che il nuovo corso saprà adottare».