Il piccolo Nibali cresce in fretta: dal team di Vincenzo alla Mastromarco, il sogno di Alessandro Greco

Alessandro Greco fuorisella con la maglia del Team Nibali (foto: Facebook/Team Nibali)
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Era stato Vincenzo Nibali a raccontarci con un certo orgoglio che c’è un ragazzo siciliano che sta facendo la sua stessa strada. «Sono contento perché dal Team Nibali passerà alla Mastromarco». Non è raro parlare molto di passato e di futuro quando sai di avere un grande avvenire dietro le spalle (prendiamo in prestito il titolo dell’autobiografia di un altro fuoriclasse, Vittorio Gassman). E Vincenzo durante il primo ritiro della nuova stagione si sofferma spesso sulla sua esperienza, sperando magari che possa essere d’aiuto per chi dovrà camminare sulle sue orme. Inseguendo le sue parole, abbiamo trovato il giovane siciliano che a giugno si trasferirà in Toscana per correre, ripercorrendo vent’anni dopo la strada che a suo tempo fece il ragazzino Vincenzo Nibali.

Alessandro Greco e 104 km di felicità: la fuga dei sogni. Dal Team Nibali alla Mastromarco

Si chiama Alessandro Greco, ha compiuto diciott’anni alla fine di settembre, è al Team Nibali da quando era Allievo, vive a Giarre con i genitori, una sorella e un fratello più piccolo (sembra la famiglia Nibali…), e appena sarà possibile – in questo momento la Sicilia è zona rossa – sarà a Mastromarco a disposizione di Gabriele Balducci e di Carlo Franceschi. «È la prima volta che uno dei nostri ragazzi arriva alla Mastromarco – racconta l’uomo-ovunque del Team, Lillo La Rosae questo ci rende veramente felici, è come se camminasse sul solco tracciato tanti anni fa da Vincenzo». Alessandro vivrà nella «casetta» di Mastromarco, quella in cui Vincenzo diventò grande lontano da Messina. Introverso, molto educato, parecchio analitico («qualche volta troppo»), Alessandro Greco vince quando decide di seguire il suo cuore, come quel giorno che si è fatto 104 chilometri di fuga incontro alla vittoria.

È ovviamente troppo presto per dire se questa strada lo porterà a diventare un campione. «Lui ci sta provando, la strada in salita comincia adesso, è quando diventi Under che passi la linea di demarcazione fra quello che non sarà mai e quello che potrà essere. In questo senso la scelta di andare fuori, di allontanarsi dalla famiglia allargata del team Nibali, lo porterà a crescere come persona e anche come corridore». Alessandro frequenta l’ultimo anno dell’Istituto tecnico industriale, ha scelto l’indirizzo «meccanica, meccatronica ed energia», e i suoi voti oscillano fra l’8 e il 10 (qui la storia prende un po’ le distanze dal modello Nibali).

Lo aspetta una vita nuova, da corridore a tutti gli effetti. Nibali – che a Messina si è affidato a un gruppo di tecnici collaudato, presieduto da lontano (ma non troppo) da sua moglie Rachele Perinelli – vorrebbe che i suoi eredi non fossero costretto a lasciare la Sicilia per diventare dei corridori. «Io per emergere sono dovuto andare via, in una regione che mi ha dato la possibilità di correre e di andare a scuola. Con il Team stiamo lavorando perché anche in Sicilia si possa fare di più. Bisogna trovare gli sponsor e persone capaci che seguano i ragazzi. Loro stessi devono capire che per emergere bisogna fare dei sacrifici. Le istituzioni potrebbero aiutarci a creare un bel vivaio. Noi eravamo un bel gruppo, Tiralongo, Visconti, Caruso, io e Antonio, ma il ciclismo siciliano non deve finire con noi. Certo, essere un’isola comporta dei limiti: è difficile da raggiungere, per molti è lontana. Ai nostri ragazzi permettiamo di andare a correre in Toscana, in Veneto, anche all’estero. Abbiamo bisogno di sostegno dagli sponsor e dalle istituzioni. La federazione non ci ha mai abbandonato, in passato ci hanno messo a disposizione anche un pullmino per portare in giro i ragazzi. Ma quello che fa ancora la differenza è la passione. Quella che ci mettono Carlo Franceschi e le persone del Team Nibali».