
Inutile nasconderlo. Anche nel 2021 dubbi e interrogativi, specialmente nei primi mesi dell’anno, la faranno da padrone. Per le certezze sull’effettiva realizzazione del calendario 2021 bisognerà infatti aspettare ancora qualche tempo.
In quest’ottica, andamento dei contagi e progressi delle campagne di vaccinazione nei singoli stati saranno i parametri chiave da tenere d’occhio per capire quali e quanti eventi potranno andare in scena durante l’anno.
Le cancellazioni
Al momento, la situazione epidemiologica, i rischi e le restrizioni vigenti in diverse parte del mondo hanno già costretto gli organizzatori delle corse schedulate a gennaio ad alzare bandiera bianca.
Santos Tour Down Under, Cadel Evans Great Ocean, Herald Sun Tour, Tropicale Amissa Bongo, Tour de Langkawi, Tour of Colombia: nell’emisfero australe, le gare che dovevano caratterizzare l’apertura di stagione per molti atleti sono state oggetto di annullamenti a ripetizione.
Contrariamente dunque alle recenti abitudini, la maggior parte del gruppo dovrebbe debuttare nel Vecchio Continente. Anche qui tuttavia, il persistente incidere della pandemia ha già portato qualcuno a propendere per il rinvio al 2022 di alcune competizioni (vedi Tour de Yorkshire e Tour of Antalya).
Una ricca primavera
Ciò nonostante, con tutte le precauzioni possibili, tra Emirati Arabi (l’UAE Tour è in programma dal 21 al 27 febbraio) ed Europa dovremmo assistere all’esordio agonistico di molti dei protagonisti annunciati in questo 2021, anno in cui, come in quelli passati, i primi grandi appuntamenti (sulla carta) dovrebbero essere rappresentati da classiche di prestigio come Omloop Het Nieuwsblad (27 febbraio) e Strade Bianche (6 marzo).
Dopo gli sterrati senesi, Parigi-Nizza (7-14 marzo) e Tirreno-Adriatico (10-16 marzo) dovrebbero servire a preparare la gamba per la prima monumento della stagione, la Milano-Sanremo (20 marzo), e per la compagna del nord.
Qui, dopo Brugge-De Panne (24 marzo), E3 BinckBank Classic (26 marzo), Gand-Wevelgem (28 marzo) e Dwars door Vlaanderen (31 marzo), il momento clou sarà costituito dalla doppietta Giro delle Fiandre (4 aprile, giorno di Pasqua) – Parigi-Roubaix (11 aprile), seguita dal trittico delle Ardenne.
Dalla Doyenne al Giappone in tre mesi
Ad Amstel Gold Race (18 aprile), Freccia-Vallone (21 aprile) e Liegi-Bastogne-Liegi (25 aprile) vedremo molti dei corridori che si saranno precedentemente dati battaglia all’Itzulia Basque Country (5-10 aprile) e che due settimane più tardi andranno a caccia della maglia rosa sulle strade del Giro d’Italia (8-30 maggio), rifinendo magari la forma al Tour de Romandie (27-2 maggio).
Terminata la Corsa Rosa sarà già tempo di pensare al Tour de France (26 giugno-18 luglio) con corse di preparazione come Critérium du Dauphiné (30 maggio-6 giugno) e Giro di Svizzera (6-13 giugno), usuali antipasti dello show della Grande Boucle.
In Francia, oltre ai contendenti per la maglia gialla, saranno in tanti a gareggiare con l’obiettivo di preparare al meglio le Olimpiadi di Tokyo (gara in linea il 24 luglio, cronometro il 28, competizioni su pista dal 2 all’8 agosto), cerchiate col circoletto da molti big in gruppo.
Un agosto con vista Mondiali
Passato il giro di boa delle prove a cinque cerchi, la carovana si rimetterà in moto dividendosi tra Giro di Polonia (9-15 agosto) e Vuelta Espana (14 agosto-5 settembre).
Chi opterà per il primo potrà mettere a punto la gamba per le classiche di fine agosto, mentre chi si schiererà al via del secondo potrà poi uscire con la condizione giusta per far bene nelle gare di un giorno nordamericane (il Grand Prix Cycliste de Québec il 10 settembre e il Grand Prix Cycliste de Montréal il 12) ma soprattutto nei due grandi appuntamenti di fine stagione: gli Europei di Trento e i Mondiali su strada fiamminghi.
Il finale di stagione
La rassegna continentale (8-12 settembre) e quella iridata (18-26 settembre) disteranno appena due settimane una dall’altra ed è plausibile che al via di entrambe vi siano gli stessi protagonisti. Chi, in ogni caso, non sarà riuscito ad ottenere gloria personale nelle due manifestazioni internazionali potrà tentare di rifarsi a Il Lombardia (9 ottobre) o al Gree-Tour of Guangxi (14-19 ottobre), negli stessi giorni dei Mondiali su pista (13-17 ottobre) ad Ashgabat in Turkmenistan.
La gara cinese, non disputata nel 2020, obbligherà i corridori all’ultima grande trasferta di un 2021 che ci si augura possa svolgersi nel modo più regolare possibile a partire dai mesi primaverili. È lì che i campioni più affermati infatti saliranno in cattedra per contendersi i traguardi più prestigiosi infiammando un pubblico che, col passare di mesi, si spera possa tornare a essere presente a bordo strada colorando di nuovo le salite e i luoghi simbolo del grande ciclismo.













