Van der Poel al debutto con soli tre allenamenti nelle gambe: «Ma in ogni cross parto per vincere»

Van der Poel
Mathieu Van der Poel in azione durante la prova di coppa del mondo ciclocross a Koksijde (Foto: Balint Hamvas)
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Dopo le parole del padre Adrie e del manager Roodhooft, è toccato al diretto interessato Mathieu van der Poel esprimere le proprie sensazioni in vista del debutto di sabato nello Scheldecross.

Al rientro in gare ufficiali dopo aver sfruttato appieno il periodo di riposo successivo alla conclusione della stagione su strada, il tre volte iridato di specialità approccerà la gara di Anversa senza alcuna pressione ma consapevole anche di non aver svolto molti allenamenti specifici.

Uno stacco necessario

La scelta dell’olandese, quindi, è opposta a quella fatta dal grande rivale Wout Van Aert che invece si è già buttato nella mischia nelle scorse settimane.

«Non giudico le scelte di Van Aert ma io ho voluto riposare un po’ più a lungo», ha detto l’alfiere dell’Alpecin-Fenix. «Sarebbe stato ancora meglio attendere altre due settimane ma ad un certo punto bisogna cominciare perché hai bisogno di qualche gara per sentire delle buone sensazioni».

I rivali e il proprio stato di forma

Van der Poel poi non nasconde che la pandemia e tutto ciò che ne è conseguito ha portato a dei cambiamenti che non possono essere presi sottogamba.

«Il ciclocross è una disciplina molto specifica e il livello è alto. Non è così ovvio che tu possa competere con ragazzi che han già gareggiato più a lungo di quello che han fatto l’anno scorso. Causa Covid-19 veniamo da un periodo completamente diverso. Io penso di essere un poco più pronto ora rispetto a dove ero un anno fa ma tecnicamente non ho ancor fatto nulla: ho solo tre allenamenti nelle gambe sulla bici da cross».

Un solo obiettivo

Oltre a quella di sabato, van der Poel avrà modo di mettere a punto motore e condizione anche in altre prove prima dell’impegno iridato, l’unico obiettivo che sul suo calendario è stato segnato col circoletto rosso.

«È l’unica cosa che conta. Non ho posizioni in classifica da difendere quindi al di fuori dei Mondiali non sento di dovermi imporre necessariamente. Non voglio sembrare arrogante ma una volta mi ero fissato degli obiettivi da raggiungere nel ciclo cross e ora li ho raggiunti tutti. Ora i miei traguardi da raggiungere sono in estate. Questo significa che non ho più pressioni addosso. Tuttavia, questo non vuol dire che sarò meno entusiasta o che mi presenterò meno in forma al via delle gare: in ogni cross io parto sempre per vincere».

I programmi per il 2021

Aspettando di vedere se la sua cattiveria agonistica nel fango sarà quella di sempre, ciò che è certo (come ha rivelato lui stesso) è che i suoi obiettivi da centrare ora saranno in luglio e agosto.

«Nel 2021 ho intenzione di andare al Tour prima delle Olimpiadi. Non ho altra scelta anche se sono consapevole che non sia il programma ideale. Presumo che inizierò il Tour con l’obiettivo di finirlo, non ho intenzione di abbandonare prima. L’obiettivo è quello di vincere una tappa. La maglia verde? Non è certamente tra i traguardi che abbiamo messo nel mirino ma se all’improvviso si aprisse un’opportunità…».