Per chi non l’avesse mai visto prima della tappa di oggi, Narvaez con casco, occhiali e mantellina, ha lasciato una certa e vaga somiglianza con Richard Carapaz. I pensieri, diceva Marco Pantani al quale è stata dedicata la giornata numero dodici del Giro d’Italia con partenza e arrivo nella sua Cesenatico, pesano un bagaglio a mano.
L’ecuadoriano della Ineos Grenadier ha corso libero da ogni fattore esterno, pioggia, vento e freddo a parte. Ma questi sono stati elementi che hanno dato una cornice più epica, più piratesca, più “pantaniana” all’impresa del 22enne di Sucumbìos. Forte di testa, di gambe e soprattutto di cuore negli ultimi chilometri affrontati in solitaria dopo la foratura dell’ultimo compagno di avventura rimasto con lui, Mark Padun della Bahrain-McLaren.
Narvaez: successo nel ricordo di Portal
Narvaez, vincitore della terza tappa della Settimana Internazionale Coppi e Bartali e poi anche della classifica finale aveva studiato bene il piano: «Oggi mi sono svegliato con lo spirito giusto per essere protagonista. In un Giro d’Italia completamente da reinventare per la Ineos dopo l’abbandono del nostro capitano, Geraint Thomas. Corro bene sotto la pioggia, mentre in Sicilia sull’Etna ho sofferto il caldo».
Una vittoria nel segno del ricordo indelebile di Nico Portal, il direttore sportivo della Ineos scomparso lo scorso marzo: «Dedico la vittoria a Nico Portal. Il direttore sportivo della Ineos che ci ha lasciati lo scorso marzo. Tutto quello che so come corridore, l’ho imparato da lui»














