Giro: ecco i favoriti per la Maglia Azzurra

Giulio Ciccone in Maglia Azzurra al Giro 2019.
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Sarà forse la classifica più incerta e difficile da interpretare quella dei Gran Premi della Montagna. Un po’ perché bisognerà capire se, come l’anno scorso, ci sarà un via libera continuo per le fughe – e infatti nel 2019 si impose anche in questa maniera Giulio Ciccone.

Oppure sarà una corsa tenuta cucita dai big e che potrebbe vedere punti pesanti conquistati sul traguardo proprio dagli uomini di classifica come accadde nel 2018 con la vittoria di Froome che vinse, oltre alla Maglia Rosa, anche quella Azzurra – grazie soprattutto alle due imprese sullo Zoncolan e nella tappa con arrivo a Bardonecchia.

E poi, soprattutto, bisognerà vedere quali salite saranno percorribili nella seconda parte di Giro a causa del possibile maltempo. E per questo motivo potrebbero diventare decisivi i punti conquistati nelle prime tappe.

Ciccone contro Masnada, ma occhio a Majka, Zakarin, Rubio e Lopez

Fermo restando che per i motivi già detti la classifica potrebbe risolversi ad appannaggio di uno dei principali uomini di classifica (Fuglsang, Vlasov, Nibali, Thomas, Kruijswijk, Konrad, Simon Yates, Kelderman), oppure di un outsider difficilmente pronosticabile alla vigilia, i corridori più interessanti per questa classifica potrebbero essere: Giulio Ciccone (Trek-Segafredo) e Fausto Masnada (Deceuninck-Quick Step), che replicherebbero la sfida del 2019, con tante differenze però rispetto alla passata stagione.

Il corridore della Trek potrebbe avere le ali tarpate dalla presenza di Vincenzo Nibali. Lo scalatore abruzzese, infatti, sarà l’uomo più importante in salita di fianco al siciliano. Mentre il portacolori della Deceuninck-Quick step potrebbe provare a tenere duro per un piazzamento nei primi dieci della generale e poi solo in seconda battuta, dovesse trovarsi lontano dai migliori, provare a vincere la Maglia Azzurra. La squadra belga punta anche su James Knox, scalatore britannico che potrebbe dire la sua in questa speciale graduatoria.

Rafal Majka (BORA-hansgrohe) già vincitore in passato per ben due volte della maglia a pois, potrebbe unire la voglia di conquistare vittorie di tappail desiderio di portare a casa la Maglia Azzurra, un ragionamento simile riguarda anche Miguel Angel Lopez (Astana) che più che fare classifica sarà a supporto di Fuglsang e Vlasov, e poi chissà. Interessante anche seguire il giovane colombiano Einer Rubio (Movistar Team): l’ultimo escarabajo a vincere questa classifica fu Arredondo nel 2014.

E poi potrebbe essere un occasione anche per corridori che avranno un occhio di riguardo per la classifica ma che difficilmente potranno ambire a un piazzamento nei primissimi posti. Un discorso che riguarda Ilnur Zakarin (CCC Team) Tanel Kangert (EF Pro Cycling), Louis Mentjes, Domenico Pozzovivo, Ben O’Connor (NTT Pro Cycling) e Joe Dombrowski (UAE Team Emirates).

Oppure seconde linee delle squadre dei leader come Sam Oomen (Team Sunweb), Óscar Rodriguez e Rodrigo Contreras (Astana), Lucas Hamilton (Mitchelton-Scott), Tao Geoghegan Hart (INOES Grenadiers), Chris Harper (Jumbo-Visma) o di attaccanti come Davide Villella (Movistar Team), Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Simon Clarke (EF pro Cycling), Geoffrey Bouchard e Tony Gallopin (AG2R La Mondiale), Mark Padun, Pello Bilbao (Bahrain McLaren) e perché no, Diego Ulissi (UAE Team Emirates).

Maglia Azzurra: un traguardo anche per le professional

Da non sottovalutare anche la grinta e la voglia di mettersi in mostra dei corridori delle professional che potrebbero mettere nel mirino la conquista di questa classifica. Sicuramente accadrà a inizio Giro, ma magari strada facendo a qualcuno potrebbe venire l’idea di indossarla fino in fondo, un po’ come successe a Stefano Pirazzi vincitore con la maglia della Bardiani di questa classifica nel 2013. I nomi più interessanti sono quelli di Giovanni Visconti (Vini Zabù-KTM), Giovanni Carboni (Bardiani.CSF-Faizanè) e un quartetto molto valido in salita come quello che schiera l’Androni Giocattoli Sidermec: Luca Chirico, Simon Pellaud, Simone Ravanelli e Mattia Bais.