Sgarbozza: «Saronni, con Aru sei senza pietà. E Alaphilippe pensi meno alla bella Marion»

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Gigi Sgarbozza. al prossimo Giro d'Italia, sarà ospite fisso del Processo alla Tappa. Ne sentiremo delle belle...

Intercettiamo Gigi Sgarbozza per fare due chiacchiere sulla prima parte del Tour e lui, come da consuetudine, non si tira indietro, anzi… Con il solito piglio schietto e sincero attacca subito partendo dall’amaro abbandono di Fabio Aru e dalle dure parole di Beppe Saronni. Sgarbozza, che al prossimo Giro d’Italia sarà ospite fisso al Processo alla tappa, ne ha per tutti, anche per il suo idolo Alaphilippe che – a suo dire – dovrebbe dimenticare per un po’ la bella Marion Rousse

Caro Saronni, questa volta non mi sei piaciuto…

«Aru è un mistero e mi dispiace vederlo così,mi fa male e penso faccia male a tutti gli appassionati di ciclismo. Un corridore che vince la Vuelta e lotta al pari di Contador salendo per due volte sul podio del Giro non diventa all’improvviso un brocco. Saronni è stato troppo duro e non mi è piaciuto quello che ha detto sul conto di Fabio. Ha sbagliato i modi, ha sbagliato i tempi, ha sbagliato i contenuti. Insomma, ha sbagliato tutto.

«Aru in questo momento andrebbe aiutato con serenità e comprensione perché è evidente che il problema prima di tutto è di testa e non di gambe. Che cosa gli consiglierei? Di chiudere questa stagione e di “resettarsi” ripartendo da zero. Deve trovare nuovi stimoli e fossi in lui ripartirei il prossimo anno in una bella squadra Professional. Andare nel team di Contador e Basso potrebbe essere una bella idea così come lo sarebbe se andasse alla corte di Gianni Savio».

Il mio favorito è Roglic: niente fumo, tutto arrosto!

«Roglic non mi entusiasma perché raramente corre per lo spettacolo preferendo badare solo e soltanto alla sostanza. Per carità nulla di dire perché i risultati gli danno ragione ma per la condizione che ha secondo me potrebbe osare un po’ di più regalando ai tifosi qualche emozione in più. Primoz comunque resta il mio favorito numero uno per questo Tour non solo perché sembra aver ampiamente recuperato dalle conseguenze della caduta rimediata al Delfinato ma anche perché ha dalla sua una squadra fortissima. A proposito della Jumbo-Visma vorrei dire che...».

La Jumbo-Visma? Occhio perché è un po’ troppo spavalda

«Secondo me stanno sprecando troppe energie. A mio avviso hanno affrontato questa prima parte di Tour in modo un po’ troppo spavaldo e non vorrei che pagassero dazio nell’ultima settimana che, come tradizione vuole, sarà quella decisiva. E poi, quello che non ho capito è perché sacrificare in quel modo un corridore della classe di Dumoulin: sul Peyresourde lo hanno spremuto come un limone ed è stato un peccato vedere un campione del suo spessore ricoprire i panni del gregario. Per il resto nulla da dire: sono degli schiacciasassi a cominciare da quella “bestiaccia” di Van Aert».

Pogacar: spettacolo e sostanza. Mi ricorda Contador…

«Ammiro Pogacar già dallo scorso anno quando fu protagonista di una bellissima Vuelta poi conclusa sul terzo gradino del podio. E’ giovanissimo ma già si muove come un veterano e poi si è presentato al Tour con una gamba eccezionale. Secondo me se la giocherà fino alla fine anche se continuo a mettere Roglic un gradino sopra».

Povero Bernal, l’invincibile armata non esiste più!

«Non è quello dello scorso anno e si vede perché spesso, quando la strada sale lui resta incollato con lo sputo. Poi si stacca, rientra, arranca… E poi, cosa da non sottovalutare, è che non ha più la squadra di una volta… L’Ineos è la brutta copia della Sky ed Egan spesso si ritrova solo proprio quando solo non dovrebbe stare. No, per me non vincerà il Tour anche se lotterà fino alla fine salendo magari sul podio».

Alaphilppe, pensa meno a Marion e vincerai il mondiale…

«Da quando si è innamorato della bella Marion Rousse Julian non è più quello di prima. O l’anno scorso ci ha abituato troppo bene o deve rimettere al primo posto la bicicletta. Come corridore l’ho sempre ammirato perché è un campione vero e resto dell’idea che possa un giorno vincere anche un Tour de France a patto però che abbia al proprio fianco una squadra ben attrezzata per un grande Giro. Ultima cosa, Marion o non Marion… Vedrete che Alaphilippe sarà il protagonista dei prossimi mondiali. Secondo me il percorso è l’ideale per uno come lui e se mi chiedete di fare un nome per Imola non ho dubbi: faccio il suo!».

Da Formolo e Viviani mi aspettavo di più!

«Formolo e Viviani sono state le delusioni più grandi di questa prima parte di Tour. Da Formolo mi aspettavo più grinta in salita mentre Viviani non è mai stato protagonista negli arrivi in volata (miglior risultato il quarto posto di oggi, ndr). Davide ha corso per il suo capitano Pogacar ed è probabile che gli abbiano detto di stare tranquillo pensando all’ultima settimana e cioè quando sarebbe stato fondamentale stare vicino a Tadej. Purtroppo però la caduta di oggi (frattura della clavicola, ndr) lo ha costretto al ritiro e mi dispiace molto anche perché Cassani e Nibali perdono per Imola una pedina preziosa. Per Elia invece non ci sono attenuanti: i suoi scarsi risultati sono un mistero e mi auguro con tutto il cuore che possa riprendersi regalandoci al più presto un successo di tappa».