Davide Cassani aveva sette anni la prima volta che vide il circuito del Mondiale. «Non ero mai stato a Imola, anzi non ero mai stato da nessuna parte». Vittorio, il babbo, svegliò i suoi bambini la mattina presto, era ancora buio. Glielo aveva promesso il giorno prima, e loro due avevano fatto fatica ad addormentarsi per l’emozione. «Domani andiamo a vedere Gimondi al campionato del mondo». Davide adorava Gimondi senza neanche sapere che cosa facesse, «mi piaceva perché mio padre parlava sempre di lui». Vittorio li caricò sulla 600: erano tutti felici, i bambini perché potevano passare un giorno intero col babbo, e Vittorio perché il mondo lo girava col suo camion ma la sua passione era il ciclismo, e quel giorno era lì, a quindici chilometri da casa.
«Dov’è Gimondi?», chiedevo a mio padre
I tre Cassani si piazzarono quasi in cima alla salita dei Tre Monti e quando passarono la prima volta i corridori il piccolo Davide si attaccò ai pantaloni del babbo. «Continuavo a chiedergli: dov’è Gimondi?». Ci mise tre giri per riconoscerlo, «alto, con due gambe lunghissime, i gomiti piegati e i capelli tutti tirati indietro». E serio, «sembrava quasi arrabbiato e continuava a guardarsi attorno ma da quel momento divenne il mio idolo incontrastato». Fino a quel momento il piccolo Davide aveva sognato una bicicletta, ma il babbo Vittorio gli aveva detto che avrebbe dovuto aspettare di avere 14 anni, e così fu. Sognava e giocava a pallone: era un bravo attaccante, nel Solarolo faceva sempre gol. E intanto era nella banda del paese. Suonava il sassofono, l’avevano comprato a Bologna per 240mila lire. Ma il suo destino era un altro.
Quel giorno del ’68 Davide capì il suo destino
Cassani è di quelli convinti che nella vita ci siano due giorni che contano più degli altri. «Il primo è il giorno in cui vieni al mondo, l’altro è quello in cui capisci il perché». Lui capì il perché quel giorno sul circuito mondiale di Imola. Era il primo settembre del ’68, anno di rivoluzioni. Per tutto il giorno tormentò suo padre di domande. «Babbo, ma Gimondi oggi vince?». Alla fine vinse Adorni, ma fu lì – sul circuito di Imola – che Davide Cassani decise che avrebbe fatto il corridore. E non ha più cambiato idea.














