Tour de France, i 16 italiani: Nizzolo vuole la maglia gialla, Formolo può stupire, Aru è un rebus

Nizzolo
Giacomo Nizzolo, con la maglia di Campione Europeo, alla presentazione del Tour de France 2020. Foto A.S.O._Thomas_Maheux
Tempo di lettura: 3 minuti

Ci sono stati tempi migliori: parte il Tour de France e la rappresentanza italiana è ristretta a 16 nomi, nessuno dei quali verosimilmente sarà in lizza per la vittoria finale. È il vulnus che affligge da qualche anno il movimento azzurro: tolto Nibali, ai vertici dei Grandi Giri siamo praticamente assenti. Però i bilanci si fanno alla fine, e nella Grande Boucle si possono raccogliere pepite d’oro anche senza lottare ai vertici della classifica.

Sedici uomini e un grande enigma: Fabio Aru. Gli ultimi suoi acuti li ha lanciati proprio al Tour, ma è storia di tre anni fa, quando vinse una tappa, prese la maglia gialla e alla fine fu quinto. Di lì, una serie di promesse inevase, anche per noie fisiche non banali. Sono in molti gli addetti ai lavori a chiedere al sardo una presa d’atto: è ancora in grado di lottare per la classifica o sarebbe più produttivo un ruolo da cacciatore di tappe, magari sulle grandi montagne?

Aru non sembra volersi arrendere, anche se nella sua squadra, la Uae-Emirates, l’uomo per cui lavorare potrebbe essere il giovane sloveno Pogacar, che quest’anno ha già vinto la Vuelta Valenciana a febbraio, e nel Giro del Delfinato ha dato segnali splendidi, arrivando quarto. Sarà presumibilmente la strada a decidere, ma l’impressione è che, in caso di flessioni nei primi giorni, Aru dovrà rassegnarsi a lavorare per il giovane compagno di squadra e magari prendersi qualche licenza in montagna.

Trentin e De Marchi: occhio ai guastatori della CCC

Con lui, nella Uae-Emirates, c’è anche Davide Formolo, e non è un dettaglio. L’ex campione d’Italia qualche giorno fa ha dato vita a una fuga spettacolare al Giro del Delfinato, prendendo il largo sulla Maddalena e andando a vincere dopo 60 chilometri solitari. Va al Tour per la prima volta e l’impressione è che sia una corsa adatta a lui.

Uomini potenzialmente vincenti (parliamo ovviamente di tappe) sono i due motori della CCC, Matteo Trentin e Alessandro De Marchi. Il primo ha vissuto già tre giorni di gloria (nel 2013, nel 2014 e l’anno scorso), il secondo ha provato tante volte, ma finora è stato vincente solo alla Vuelta (tre tappe).

Si attendono squilli anche da Elia Viviani, che ha cominciato la stagione con una brutta caduta, a gennaio in Australia, e non è ancora stato all’altezza di se stesso. Avrà Simone Consonni a tirargli le volate, bisognerà anche vedere se nella Cofidis troverà lo stesso appoggio che lo scorso anno gli garantiva la Deceuninck-Quick Step.

Nizzolo, il giorno è domani: la volata vale il giallo

E a proposito di volate: plana al Tour un Giacomo Nizzolo (NTT Pro Cycling) in stato di grazia. Ha indosso già due maglie, quella di campione italiano e quella di campione europeo. Nella prima tappa, che creerà qualche difficoltà ai velocisti puri, potrebbe prendersi anche quella gialla. In questo momento ha un colpo di pedale superiore, bisognerà vedere come se la caverà nelle mischie infuocate del Tour.

A caccia di tappe andranno Alberto Bettiol (EF Pro Cycling) e Sonny Colbrelli (Bahrain-McLaren): hanno gambe e spessore per centrare l’obiettivo. Diego Rosa (Arkea-Samsik) sarà dedicato alla causa di Quintana, Damiano Caruso (Bahrain-McLaren) lavorerà al fianco di Landa, Daniel Oss (Bora-Hansgrohe, ottavo Tour de France) correrà come sempre con un occhio a Sagan.

Pozzovivo da applausi: lo vedremo in montagna?

Merita tutta la simpatia e l’incoraggiamento possibili Domenico Pozzovivo (NTT Pro Cycling), che un anno fa uscì letteralmente a pezzi da un incidente in allenamento e oggi, a 38 anni si ripresenta nella corsa più importante del mondo. E magari riuscirà anche a farsi vedere sulle grandi montagne.

Lavoreranno per la squadra Marco Marcato (Uae-Emirates), al Tour per la sesta volta, e Niccolò Bonifazio (Total Direct-Energie), che proverà anche a buttarsi nei mischioni in volata. Infine, Dario Cataldo (Movistar): ha vinto una tappa al Giro e una alla Vuelta, ora gli manca solo la gloria del Tour.