Matxin e le gerarchie UAE: «Pogacar è il migliore al mondo. Se McNulty deve lavorare per lui, lo farà»

McNulty
Brandon McNulty in maglia iridata (credit: Alpozzi/LaPresse).
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La UAE Team Emirates-XRG si riunirà questa settimana ad Abu Dhabi per definire i programmi per il 2027. E la maglia iridata di campione del mondo di Brandon McNulty come influirà sulla sua posizione all’interno della squadra e delle sue gerarchie? Ne hanno parlato proprio a Domestique l’americano e il suo direttore sportivo della UAE, Joxean Matxin.

Intervistato in merito al suo ciclo di gare in Italia nel finale di stagione, McNulty aveva già fatto capire che l’anno prossimo il suo ruolo nella gerarchia della UAE sarebbe rimasto sostanzialmente invariato: «La maglia iridata non cambia il mio modo di essere corridore. Continuo a puntare alle corse a cui parteciperei abitualmente e mi piacerebbe molto tornare al Tour. È ciò che desidero; poi vedremo».

La visione della maglia iridata coincide perfettamente con quella di Matxin, il quale ha spiegato che il ruolo dell’americano in squadra difficilmente subirà dei cambiamenti significativi: «Conosco Brandon dai Campionati del Mondo di Richmond (nel 2015, ndr) e ormai è con noi da sette anni. Le cose stanno funzionando molto bene e, di solito, non amo cambiare ciò che funziona bene. Naturalmente, dobbiamo portare rispetto al campione del mondo, che avrà il suo spazio; ma abbiamo anche Tadej Pogacar. E voglio essere molto chiaro: in questo momento, Tadej Pogacar è il miglior corridore al mondo; se quindi Brandon deve lavorare per lui, lo farà. Lo stesso vale per Isaac del Toro: a mio avviso è il secondo miglior corridore al mondo, e quando deve lavorare per Tadej, lo fa».

Nonostante la preminenza di Pogacar e del Toro all’interno della UAE, nelle ultime stagioni McNulty è riuscito a ritagliarsi i propri spazi; è probabile, dunque, che nel 2027 avrà l’opportunità di ricoprire il ruolo di capitano in alcune corse a tappe di una settimana: «L’anno scorso ha avuto i suoi spazi in diverse gare, ma ha subito un infortunio», ha spiegato sempre Matxin. «È stato leader alla Parigi-Nizza, così come al Giro dei Paesi Baschi, al Giro di Romandia e in molte altre gare. Finora, a volte non ha raggiunto l’obiettivo, altre volte ha vinto; in ogni caso, lo abbiamo sempre tenuto in considerazione e continueremo a farlo, pur mantenendo, ovviamente, il dovuto rispetto per ciò che il titolo di campione del mondo rappresenta».