È stato svelato il percorso del Tour de France Femmes 2027 e non è esattamente come ci si poteva aspettare: presente una storica cronometro a squadre e un iconico finale sul Puy-de-Dôme. Ne abbiamo parlato con Ilenia Lazzaro, voce di Eurosport.
«La cronosquadre è una novità per il Tour de France Femmes, ma non per ASO visto che alla Vuelta Femenina c’è già stata. Se devo dare un giudizio personale, io non sono una grande amante della cronometro a squadre, però penso che l’abbiano messa a Londra per una questione logistica: tenere chiuse le strade di una città come quella per la durata di una cronometro individuale non è come tenerle chiuse per una cronosquadre».
Inserire una prova contro il tempo che coinvolge il team e non l’atleta individuale, tuttavia, avrà dei risvolti significativi. «Le squadre saranno obbligate a fare delle scelte in vista della classifica generale, perché con una cronosquadre dovranno chiamare anche delle cicliste che vanno forte a cronometro e soprattutto dovranno allenare quella disciplina, che durante la stagione si vede raramente. Ad esempio, all’interno della squadra della FDJ per Demi Vollering mi aspetto di trovare Vittoria Guazzini».
Cronosquadre a parte, Ilenia Lazzaro è molto soddisfatta dal percorso del Tour de France Femmes 2027. «Avrà pure meno dislivello di quello dello scorso anno, ma sono sicura che sarà più duro. Questo perché, al di là delle tappe in Gran Bretagna, stando all’altimetria saranno tutte frazioni come le Classiche. Anche se le chiamano “flat stages”, di veramente piatta ce n’è solo una. Non sarà un problema per Lorena Wiebes, che può ambire a più tappe. E poi bello anche l’arrivo in Francia nell’area di Calais: sarà interessante vedere le atlete in quelle zone famose per il vento. Il finale è bello, è iconico: il Puy-de-Dôme è una salita non lunga ma molto dura nell’ultimo tratto. Nizza come ultimo arrivo nel 2026 non mi è dispiaciuto, ma mi piace di più che si sia ritornati a concludere il Tour con una tappa durissima. Un arrivo sui Campi Elisi? Sapendo che si partiva dalla Gran Bretagna non me lo aspettavo, non sarebbe stato fattibile con gli spostamenti».
Ilenia Lazzaro però non riesce a fare a meno di tornare su quella cronometro a squadre che ha cancellato la possibilità di avere una cronometro individuale tra le nove tappe. «Temo che in questo modo qualche squadra partirà penalizzata. E poi sono solo 18 chilometri: come si fanno a dare distacchi in così poca distanza? Le specialiste della cronometro non potranno raccogliere tutti i frutti delle loro capacità, mentre le favorite saranno le grandi atlete che già performano delle Classiche, come in quelle delle Ardenne».
Difficile fare dei nomi così presto, ma Lazzaro ci prova. «Non sottovaluterei il fatto che Paula Blasi abbia cambiato squadra finendo in Movistar con Marlen Reusser. La spagnola, essendo nello stesso team della campionessa del mondo nelle prove contro il tempo, tra tutte potrebbe essere quella che al termine della cronosquadre paga meno dazio. Altri nomi? Demi Vollering, Kasia Niewiadoma, Pauline Ferrand-Prévot, Elisa Longo Borghini. Insomma, tutte le big che abbiamo visto anche negli ultimi anni».














