Mondiali, il cittì belga Pauwels: «C’è delusione. Se sono stati commessi errori tattici, la responsabilità è mia»

A Montréal Remco Evenepoel non ha avuto le gambe perfette per affrontare un mondiale. Ci proverà agli Europei in Slovenia (Foto UCI)
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Prima della prova in linea dei Mondiali in Canada, il Belgio sembrava fortissimo e una delle squadre favorite per la vittoria. Remco Evenepoel e Wout van Aert erano le punte di diamante, ma i due leader hanno dovuto arrendersi lungo il percorso. E così, per il commissario tecnico Serge Pauwels, non c’era alcun motivo di festeggiare al termine del mondiale.

«All’inizio dei giri, in casa le cose sembravano ancora promettenti – inizia così la sua analisi Pauwels in un’intervista a Sporza – I francesi hanno dato il massimo e hanno trasformato la gara in una lotta all’ultimo sangue. Questo non è stato un male per noi, perché Remco e Wout hanno beneficiato di una guerra di logoramento in cui l’esplosività di Isaac Del Toro e Paul Seixas, tra gli altri, si è esaurita».

Van Aert ha poi deciso di essere il primo a mostrare le sue carte, attaccando per primo: «Ha fatto una bella mossa e ha allungato il vantaggio. Ma quando si è trovato dietro a Mathieu van der Poel, la situazione è improvvisamente peggiorata per noi. Non potevamo più giocare la sua carta. Wout ha cambiato marcia rapidamente e ha lavorato per Remco, ma è diventato subito evidente che Remco non stava avendo la sua giornata migliore».

Su Remco il cittì ha le idee molto chiare e si prende la piena responsabilità per il mancato risultato di ieri: «Non ho ancora parlato con lui, ma da quello che ho capito non era la giornata giusta. Voglio però anche sapere da lui e Wout se sono stati commessi errori tattici. In tal caso, ovviamente, la responsabilità è mia. Ho comunque cercato di motivare Remco, anche se a mio avviso non aveva le gambe che sperava di avere. A un giro dalla fine, è tornato, per l’ennesima volta. C’era ancora molto potenziale, ma lo sprint è stata la prova migliore che non aveva più energie. E quindi, naturalmente, siamo delusi dal risultato».