Mondiali, Matthews: «Secondo o primo, per me è una vittoria. Tanti mesi difficili, questo argento è anche di mia moglie»

Matthews
Michael Matthews ha chiuso in mondiale al secondo posto.
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Solitamente il secondo classificato in una corsa è quello più deluso di tutti. Si cresce come corridori con la convinzione che il secondo è il primo dei battuti, ma ai Mondiali di Montréal il secondo era felice tanto quanto il primo.

Quel corridore è Michael Matthews. Al traguardo ha subito cercato l’abbraccio della moglie, si è buttato a terra, ha pianto dalla gioia, e sul podio delle premiazioni si è goduto ogni attenzione dei fotografi.

L’australiano, che ha compiuto 36 anni il giorno prima della prova in linea, ha rischiato la vita la scorsa estate per un’embolia polmonare e a inizio stagione ha fratturato entrambi i polsi.

«Non è solo il modo in cui ho corso oggi, è quello che ho passato negli ultimi due anni: prima l’embolia polmonare, quando ho pensato che la mia carriera fosse finita, poi ho rotto entrambe le braccia a inizio anno – ha commentato incredulo del suo argento a Montréal – Ora sono tornato, ed essere secondo ai Mondiali è qualcosa che mi lascia senza parole. Stamattina ho detto a mia moglie: “Voglio solo dare tutto oggi ed essere fiero di come ho corso, rimanendo senza niente nel mio corpo”. È andata esattamente così. Quando ho tagliato il traguardo, mi sono messo le mani sulla testa, quasi incredulo».

Sui momenti difficili che ha passato negli ultimi mesi, Matthews ha detto: «Onestamente, devo ringraziare la mia famiglia e il mio team, tutti quelli che ho intorno a me che non hanno mai smesso di credere che questo sarebbe potuto succedere. Devo tutto loro. Mia moglie è stata fantastica quando mi sono rotto le braccia, era di fianco a me tutto il giorno, mi aiutava a vestirmi, mi teneva motivato dicendomi che sarebbero ancora arrivate grandi cose nella mia carriera. Ora è lì fuori a fare il tifo per me, mi è stata accanto di fronte a tutto questo. Non posso ringraziarla abbastanza. Questo argento è suo tanto quanto mio».

Tuttavia, i sentimenti da corridore affiorano. «Probabilmente questa era la mia ultima opportunità di diventare campione del mondo, quindi ovviamente ho sensazioni contrastanti».

Poi riflette meglio e conclude: «Allo stesso tempo però sono fiero di come sono tornato. Arrivare secondo in un circuito che molti hanno definito fuori dalla mia portata, mostrare a tutti che sono ancora lì con i migliori al mondo dopo tutto ciò che ho passato, onestamente mi sembra una vittoria. Forse tra qualche giorno realizzerò che sono stato molto vicino a diventare campione del mondo, forse la penserò diversamente, ma al momento mi sento benissimo. Secondo o primo, per me è una vittoria».