Vestire la maglia iridata può cambiarti la vita, soprattutto se non sei un vincente nato. Un corridore per cui quella medaglia d'oro non rischia di confondersi tra i vari trofei nella bacheca. Il Mondiale è una gara secca, una singola giornata in cui tutto può succedere, sei ore che possono premiare anche chi di solito è abituato a far vincere qualcun altro. È quello che è successo ieri a Brandon McNulty, il gregario del corridore più forte in circolazione, Tadej Pogacar. Proprio sulle stesse strade, lo scorso anno, il nuovo campione del mondo e lo sloveno arrivarono in parata sul traguardo del Gran Prix de Montréal. Pogacar regalò la vittoria a McNulty, quasi un presagio di quello che...
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