Mondiali, da Astarloa a McNulty, passando per Rui Costa: quando un outsider diventa campione del mondo

Da sinistra verso destra, Igor Astarloa, Brandon McNulty, Rui Costa

Vestire la maglia iridata può cambiarti la vita, soprattutto se non sei un vincente nato. Un corridore per cui quella medaglia d'oro non rischia di confondersi tra i vari trofei nella bacheca. Il Mondiale è una gara secca, una singola giornata in cui tutto può succedere, sei ore che possono premiare anche chi di solito è abituato a far vincere qualcun altro. È quello che è successo ieri a Brandon McNulty, il gregario del corridore più forte in circolazione, Tadej Pogacar. Proprio sulle stesse strade, lo scorso anno, il nuovo campione del mondo e lo sloveno arrivarono in parata sul traguardo del Gran Prix de Montréal. Pogacar regalò la vittoria a McNulty, quasi un presagio di quello che...

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