Durante i Mondiali i corridori sono sprovvisti di radio, per questo sono limitati i modi di comunicare con i direttori sportivi. In una gara come quella di Montréal, che si è svolta su un circuito, l’unica vera informazione importante era sapere i distacchi tra i fuggitivi e chi erano i corridori nei vari gruppi.
L’unico metodo era scriverli su delle lavagnette che venivano mostrate ai corridori di passaggio dall’area box. Purtroppo, però, quella era una delle zone più veloci di tutto il percorso e leggere non era facile. Così il Belgio ha ideato un metodo tutto innovativo. Ad ogni passaggio prendevano i tempi e li stampavano su fogli adesivi che incollavano alle borracce.
Come si può vedere nell’immagine postata dal giornalista di Eurosport Danimarca e TNT Sports Cycling Anders Mielke, su una borraccia era impresso un momento ben specifico della corsa. In testa c’erano Mathieu van der Poel, Quinn Simmons e Oscar Onley con 15” di vantaggio su Primoz Roglic, Anthon Charming e il belga Wout Van Aert. Il loro Remco Evenepoel ha così scoperto di essere a 30” con Seixas, Del Toro e altri 12.
Non essendoci delle vere e proprie regole su come è consentito e come non è consentito comunicare con i corridori in assenza di radio, il Belgio ha giocato di intelligenza. Peccato che nessuno dei due leader si sia ritrovato con le gambe dei giorni migliori.














