Mondiali, Seixas sulla crono: «Io tra i migliori al mondo? Difficile dirlo. La vera prova è domenica prossima»

Paul Seixas sarà il faro della Francia alla cronometro individuale di oggi.
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Paul Seixas si appresta ad affrontare la cronometro ai mondiali su strada 2026 con un misto di ambizione e incertezza. Sulla carta, il giovane talento francese non è tra i favoriti per il podio. Dietro a Remco Evenepoel, tre volte campione in carica e considerato intoccabile, ci sono anche due fuoriclasse come Filippo Ganna e Stefan Küng.

Impressionante al Tour de France di quest’estate, eccezionale in diverse classiche (vincitore della Freccia Vallone, secondo alla Liegi-Bastogne-Liegi e alla Strade Bianche), Seixas ha al suo attivo un numero leggermente inferiore di risultati nelle cronometro. Si veda il quarto posto nella cronometro del Tour de France a Evian-les-Bains e la vittoria nella cronometro del Giro dei Paesi Baschi. Ma il francese è concentrato sui mondiali.

«È difficile dire se sono o meno tra i migliori al mondo in questa disciplina perché le cronometro che ho disputato in questa stagione sono state più brevi (rispetto a quella dei mondiali, ndr). La vera prova sarà domenica prossima». Così il corridore lionese, che ha parlato ad AFP e L’Équipe presso l’hotel della nazionale francese a Brossard, di fronte a Montreal.

L’obiettivo resta chiaro per Seixas: «Siamo qui con due corridori forti, siamo qui per ottenere risultati, con grandi ambizioni. L’obiettivo principale è salire sul podio. Dopo, sarà dura: c’è la competizione e il percorso completamente pianeggiante, che non si addice particolarmente al mio fisico». L’anno scorso, alla sua prima partecipazione, il corridore della Decathlon CMA CGM si è classificato 16° nella cronometro dei mondiali in Ruanda, un risultato che lo ha deluso: «Non ho reso giustizia alla maglia».

Seixas ha poi chiuso l’intervista parlando di come vive la cronometro: “È una disciplina piuttosto ingrata perché la posizione è molto difficile da mantenere e mette a dura prova il corpo; richiede molto allenamento e molta flessibilità. Da piccolo desideravo tantissimo una bici da cronometro. Ho capito che dovevo essere bravo in quella disciplina per poter competere per la classifica generale nei grandi giri».