Nelle prime tappe del Tour de France dedicate ai velocisti quest'anno si è visto uno schema ricorrente: fughe composte da uno o pochi corridori, vantaggi sempre contenuti e inseguimenti calibrati al secondo. Salvo rare eccezioni, il gruppo non concede più i margini che in passato potevano arrivare a 10 o addirittura 15 minuti. La spiegazione non è soltanto tattica. Alla base c'è una profonda evoluzione della capacità di gestire lo sforzo e prevedere la prestazione…
...............
Ami il ciclismo? Vuoi leggere questo articolo e tutti i contenuti esclusivi di quibicisport.it? Aderisci alle offerte EXTRA di Bicisport cliccando qui.
Se sei gia abbonato clicca qui per accedere











