
Una bellissima edizione del Giro Next Gen si è conclusa ieri sulle strade abruzzesi: sul podio finale sono saliti il dominatore Lorenzo Finn, Mateo Ramirez ed Henrique Bravo, mentre Davide Donati, Matthew Dodd e Javier Cubillas hanno portato a casa le altre maglie distintive. E adesso è il momento di dare i voti ai grandi protagonisti di questa edizione della corsa rosa Under 23.
Lorenzo Finn 10 e lode – È di un altro pianeta, anzi di un’altra categoria, verrebbe da dire: l’autorità e l’apparente facilità con cui ha conquistato questo Giro inducono a pensare che, anche tra i professionisti, il ligure della Red Bull-Bora-hansgrohe Rookies non sfigurerebbe affatto. Vincere da favorito, però, non è mai scontato: basti pensare a quello che è successo l’anno scorso a Jarno Widar. La settimana di Lorenzo è stata perfetta: nelle prime tappe ha controllato in modo molto attento con la squadra, poi a Monte Livata ha imposto la sua legge, suggellando il suo trionfo con la vittoria nella crono conclusiva. Grazie a lui il Giro Under 23 torna a parlare italiano dopo 15 anni, e adesso all’orizzonte c’è il Tour de l’Avenir: il ligure ha tutte le carte in regola per completare una doppietta mai riuscita nella storia del ciclismo giovanile.
Mateo Ramirez 9 – L’ecuadoriano non correva addirittura da gennaio – cioè da quando si era fratturato il polso al Tour of Sharjah – e quindi arrivava a questo Giro Next Gen con più incognite che certezze. Le risposte di questa settimana sono state molto incoraggianti: secondo a Monte Livata, quarto a Piana delle Mele, quinto nella crono, secondo nella generale. Dopo i buoni risultati dell’anno scorso (secondo al Valle d’Aosta e sesto all’Avenir), il ventenne si conferma uno dei migliori talenti di categoria per le corse a tappe.
Henrique Bravo 8 – Bravo di nome e di fatto. A parte la scontata battuta sul cognome, lo scalatore della Soudal Quick-Step ha confermato al Giro quanto di buono già fatto vedere in questa stagione (a marzo ha vinto il Tour of Antalya, a inizio giugno l’Oberösterreich Rundfahrt). Che il Brasile abbia trovato una nuova giovane stella?
Aubin Sparfel 9 – In pianura, sugli strappi, in salita e a cronometro: qualunque sia il percorso, Aubin Sparfel è sempre davanti. Il francese, già protagonista al Giro l’anno scorso con la conquista della maglia rossa, è arrivato nei primi dieci (anzi nei primi sette, per la precisione) in ben sei tappe su otto. Dopo tanti piazzamenti, a Piana delle Mele è finalmente arrivata una meritatissima vittoria di tappa, mentre la crono conclusiva gli ha consentito di superare il compagno di squadra Arsac chiudendo quarto nella generale. Raramente si vede un corridore così polivalente, in un ciclismo ormai sempre più specializzato anche a livello giovanile.

Rémi Arsac 7 – Quinto in classifica, come già a maggio all’Alpes Isère Tour, dopo una corsa regolare.
Elliot Rowe e Adam Rafferty 7 – Sono arrivati dietro ad Arsac nella generale (rispettivamente sesto e settimo), ma più del francese sono andati vicini a conquistare una tappa: il britannico è stato secondo a Piana delle Mele, l’irlandese nella crono finale.
Javier Cubillas 6,5 – Buon decimo posto per il classe 2007 della Movistar Team Academy, che porta a casa la maglia di miglior giovane.
Matteo Scalco 5,5 – L’insufficienza non è grave perché fino alla fine ci ha messo tanta grinta e tanto cuore, correndo all’attacco e andando in fuga nella tappa di Piana delle Mele. È chiaro, però, che le ambizioni prima del via erano ben diverse dall’undicesimo posto finale (risultato peraltro peggiore del nono posto del 2025): decisiva in negativo la giornata no di Monte Livata, in cui il veneto ha pagato il caldo. Il Tour de l’Avenir, tra due mesi, offrirà un’occasione di riscatto.
Matisse Van Kerckhove 6,5 – Alti e bassi per il belga della Visma|Lease a Bike in questa settimana. Dopo le vittorie alla Flèche du Sud e all’Alpes Isère Tour, ci si attendeva da lui un buon risultato nella generale: il bel successo di tappa a Bacoli, con annessa maglia rosa, sembrava andare in questa direzione. Nelle tappe più dure, però, il classe 2006 è crollato chiudendo addirittura fuori dai 20 nella classifica finale. Buona la crono finale, ma non abbastanza per battere Finn.

Rémi Daumas 5 – Dopo i buoni risultati ottenuti in stagione sia con gli Under 23 (quinto alla Ronde de l’Isard) che con i professionisti (sesto al Tour de la Provence), dal francese della Groupama-FDJ United ci si aspettava sicuramente di più. I risultati parlano chiaro: diciottesimo nella classifica finale, a quasi dodici minuti da Finn, senza concludere nessuna tappa nelle prime quindici posizioni.
Matthew Dodd 6,5 – Tante fughe e la meritata maglia azzurra finale.
Davide Donati 8 – Una vittoria di tappa e la maglia rossa: questo è il prezioso bottino del bresciano in questo suo primo Giro Next Gen. Dopo il trionfo alla Roubaix Under 23, Davide è ormai una presenza fissa nelle primissime posizioni degli ordini d’arrivo degli Under 23 e non solo. L’unico rimpianto è forse la volata di Corato, quando Fiorin e Pizzi lo hanno anticipato: ma complessivamente Davide si è dimostrato il velocista di riferimento del gruppo Under 23, ruolo a cui adesso aspira anche al Tour de l’Avenir.
Matteo Fiorin 8 – Il successo di Corato, ottenuto grazie a uno sprint lunghissimo, è stato davvero un colpo eccezionale per lui e per tutta la Solme-Olmo-Arvedi, unica Continental italiana a vincere una tappa in questo Giro Next Gen. Al terzo anno tra gli Under 23, il lombardo si trova sempre più a suo agio nelle volate di gruppo: i suoi risultati attireranno l’attenzione di qualche formazione professionistica?
Kasper Haugland e Jasper Schoofs 8 – Una vittoria di tappa a testa. Il norvegese ha sorpreso il gruppo nella frazione inaugurale, chiudendo poi sesto nella crono conclusiva; il belga, invece, grazie al successo di Villa d’Agri di Marsicovetere ha vestito per due giorni la maglia rosa. Entrambi hanno vinto andando all’attacco, vedendo dunque premiata una condotta di gara coraggiosa.

Nicolò Arrighetti 7,5 – Il lombardo è stato senza dubbio il più attivo della General Store, e ha chiuso tre tappe nei primi dieci. A Bacoli, dopo una lunga fuga, c’è mancato davvero poco, ma Van Kerckhove è stato più veloce. Peccato, perché il classe 2004 una tappa l’avrebbe meritata.
Riccardo Fabbro, Simone Zanini, Nicolò Pizzi, 7 – Un secondo posto di tappa a testa, non senza qualche rimpianto. Il velocista della Trevigiani ha vinto lo sprint del gruppo a Vibo Valentia, ma Haugland è riuscito a rimanere davanti per una manciata di secondi; il nipote d’arte della XDS Astana (suo zio Stefano è uno dei diesse del team professionistico) è stato battuto dal compagno di fuga Schoofs a Villa d’Agri di Marsicovetere; l’attaccante della Technipes, infine, è stato saltato da Fiorin proprio negli ultimi metri a Corato. Per tutti e tre, comunque, un Giro positivo.
Alessio Delle Vedove 6,5 – Dopo la vittoria al Circuito del Porto, altri buoni segnali con i due quarti posti di Vibo Valentia e Crotone. Al quarto anno tra gli Under 23, il classe 2004 sta ritrovando quella costanza di rendimento che gli è mancata nelle scorse stagioni.
Padovani non giudicabile – Dopo i buoni risultati ottenuti anche in palcoscenici molto prestigiosi fin da inizio stagione, la formazione veneta era arrivata al Giro Next Gen con la legittima ambizione di giocarsi un risultato di rilievo sia nelle tappe pianeggianti che in quelle vallonate. La sfortuna, però, ci si è messa di mezzo, costringendo al ritiro prima di metà gara Alari, Scarso, Bonaldo e soprattutto Lorello, molto atteso dopo l’ottima primavera: il classe 2005, decimo a Vibo Valentia, è finito a terra sia nella terza che nella quarta tappa e ha dovuto abbandonare la gara con una contusione al ginocchio. La squadra del presidente Galdino Peruzzo, comunque, avrà presto l’occasione di riscattarsi nei prossimi appuntamenti italiani e non solo.














