Giro d’Italia Women 2027, Lazzaro: «Percorso duro e cronoscalata decisiva. E se Vollering fa la sorpresa…»

Lazzaro
Ilenia Lazzaro da anni commenta il ciclismo femminile su Eurosport.
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È stato svelato proprio ieri a Roma il percorso del Giro d’Italia Women 2027, ed è davvero molto duro, con un totale di 1.132 chilometri e 17.450 metri di dislivello da affrontare in nove giorni di gara. Abbiamo scelto di parlare di questo e di altro assieme a chi il ciclismo femminile lo mastica quotidianamente, Ilenia Lazzaro, voce di Eurosport.

Un giudizio sul Giro d’Italia? Quest’anno è duro, forse un po’ troppo?

«Sicuramente uno dei più duri degli ultimi anni, soprattutto per il finale, ma mi piace molto. Mi piace tanto la parte in Valle d’Aosta. Ci sono tappe per le ruote veloci, è ben diverso dal Tour de France Femmes. Qui ci sono tappe piatte, bene o male è un percorso duro concentrato sull’ultima parte, ma dovremmo avere delle tappe interessanti anche all’inizio. Conosco bene il percorso della frazione inaugurale di Viareggio, si faceva 20 anni fa quando si correva una classica a Massarosa. Come partenza è interessante, il finale mi piace. Essendoci una cronoscalata, è un Giro che dà davvero grandi possibilità alle scalatrici».

È fattibile una doppietta Giro-Tour per Vollering? Come la vedi nella corsa rosa?

«Vollering è favorita in qualsiasi percorso, se fa una stagione come quella di quest’anno è competitiva in tutti i percorsi. Al Tour de France Femmes ci sarà una cronosquadre e da questo punto di vista ha a disposizione una squadra molto forte; al Giro invece avremo una cronoscalata e sicuramente troverà anche qui un terreno adatto alle sue caratteristiche. Però, secondo me, quest’anno c’è una grande opportunità per Niewiadoma e per Ferrand-Prévot: se sceglieranno di correre questo Giro Women, saranno tra le favorite».

Cosa farà Longo Borghini? Si accontenterà di correre solo il Tour o le interessa anche il Giro?

«Non so che scelte farà Elisa. Quest’anno i campionati del mondo sono in agosto e sono anche adatti alla tipologia come quella di Elisa Longo Borghini. Se viene al Giro d’Italia, proverà non a salire sul podio ma a vincerlo. È sempre una garanzia e da italiana spererei di vederla anche al Giro, ma al momento non si conoscono le date per la Vuelta. Un’altra che potrebbe fare bene è Blasi, ma penso anche a Sarah Gigante o a Urska Zigart».

Una tua breve analisi di chi potrebbero essere le favorite.

«Demi c’è senz’altro, va sempre messa e da campionessa uscente sarebbe bello si prendesse parte anche quest’anno. Poi la Niewiadoma e la Ferrand-Prévot, ma quella dell’anno scorso, non di quest’anno. Questa la mia top 3, con un percorso così. Dopodiché ci metterei Blasi e Longo Borghini a chiudere la top 5».

Velociste? Ci sarà spazio a sufficienza per loro? Chi ci potrebbe sorprendere?

«Se c’è Lorena Wiebes, spazio ce n’è poco in questo momento. C’è più spazio rispetto ad alcune tappe del Tour de France Femmes, dove per una velocista pura è difficile. Qua abbiamo classici piattoni come Rho, ci sarà una volata più aperta, potremmo avere il prossimo anno qualcuna che tiene testa a Wiebes, se non si presentasse al Giro (ma per me lo farà, aggiunge). Allora il ventaglio è ampio, sarebbe bello vedere una Gillespie su un percorso così. Per la maglia della classifica a punti serviranno delle atlete che tengono nelle tappe mosse, con solo quelle pianeggianti si fa fatica a portarsi a casa dei punti in nove giorni».

Vollering
Demi Vollering in maglia rosa con il trofeo del Giro d’Italia Women 2026 (foto: LaPresse)

Sorprese nella generale?

«Potrebbe essere l’anno dove al di là delle veterane qualcuna comincia a perdere. Per me non c’è una sorpresa quest’anno che può vincere al Giro, ma qualcuna potrebbe arrivare tra le prime 5-8. Abbiamo ragazze giovani che stanno facendo bene e che potrebbero farcela. Un nome faccio fatica a dirtelo, la Francia ha due nomi interessanti, con un percorso duro Eleonora Ciabocco può arrivare tra le prime 10 per il discorso della cronoscalata. È andata forte quest’anno e il talento ce l’ha. Gaia Realini non si sa dove andrà e mi piacerebbe rivederla ai suoi livelli, è un percorso che potrebbe favorire la rinascita di alcune delle nostre che negli ultimi anni hanno avuto un po’ di problemi».

Per chi fai il tifo?

«Per il ciclismo femminile in toto. Sono sette anni e mezzo che sono a Eurosport e sono partita a commentare gli highlights del Giro Donne, ho visto la crescita enorme del movimento e ho lavorato con i comitati di tappa. Io faccio il tifo per il ciclismo femminile perché il pubblico italiano vada sulle strade a supportare le ragazze, ma bisogna essere presenti. La cornice vuol dire tanto e da italiana mi piacerebbe che i miei colleghi dicessero “Guarda quanta gente che c’è!”. Faccio il tifo perché ci sia pubblico sulle strade, perché la differenza tra i due Giri sia sempre più bassa».

Tappa decisiva? Dove si deciderà questo Giro d’Italia Women?

«La cronoscalata che già quest’anno aveva già ridimensionato alcune e dato il boost ad altre e poi la tappa finale del Monte Bianco, anche se in generale non c’è tappa che possa esser sottovalutata. Per chi cura la generale ma fa fatica a stare in gruppo nei momenti più tecnici, le tappe in Pianura Padana saranno difficili da gestire. Quest’anno la frazione di Ravenna doveva essere una passeggiata, poi sono cadute in tante. Da veneta è un peccato che non ci siano tappe nella regione, c’erano voci su Asiago, spero comunque ci riescano l’anno prossimo, anche in omaggio a Longo Borghini. Si percorreranno zone quasi inedite, in poche ci hanno corso e si toccano delle salite importanti come il Monte Bianco. Spero che con un percorso duro così qualcuna sfrutti l’occasione, è una grande chance. Poi Demi magari torna e ci fa la sorpresa».