I pilastri confermati, Barbuto, Drei e tre primi anni: Chicchi presenta la Technipes 2027

Chicchi
Francesco Chicchi, direttore sportivo della Technipes.
Tempo di lettura: 6 minuti

Otto vittorie, tanti piazzamenti significativi, complessivamente un’annata vissuta da protagonisti dall’inizio alla fine: la Technipes #inEmiliaRomagna, dopo un 2025 non positivo, ha saputo cambiare marcia e si è aggiudicata per la prima volta nella sua storia il Prestigio Bicisport. Merito della costanza di rendimento dei vari Cattani, Bambagioni, Menghini, Anastasia e Pizzi, e dei piazzamenti ottenuti anche da altri corridori che hanno dato il loro contributo.

«Venivamo da un 2025 disastroso – riflette il direttore sportivo Francesco Chicchi – ma quest’anno siamo subito partiti bene. Nel corso di questa stagione siamo stati assistiti anche dalla fortuna, non lo nascondo, e ci siamo tolti delle belle soddisfazioni».

Se dovessi sceglierne una sola, qual è stata la vittoria più bella tra le otto che avete raccolto quest’anno?

«Le vittorie mi hanno emozionato tutte, ma se proprio devo scegliere prendo quella di Menghini alla Vicenza-Bionde. Alessio veniva da un inverno non semplicissimo ma noi ci puntavamo tanto, e io l’avevo voluto fortemente con noi: vederlo vincere è stata veramente una goduria».

Oltre alla vittoria alla Vicenza-Bionde, Menghini è stato secondo alla Firenze-Empoli e al Circuito del Porto, e si è piazzato anche con i professionisti. Come giudichi la sua stagione?

«È stata una stagione positiva, ma bisogna dire che già nelle scorse stagioni Alessio aveva dimostrato di essere un vincente. Con lui abbiamo lavorato soprattutto sulla tenuta in salita: forse ha perso un po’ di esplosività, ma nel ciclismo di oggi un velocista puro rischia di avere pochissime possibilità di vincere».

Grande protagonista del 2026 della Technipes è stato un altro nuovo acquisto, Bambagioni: due vittorie (la Coppa Fiera Mercatale e il GP General Store) e i podi al Piva e al Belvedere.

«Con Tommy si è davvero creato un legame molto forte. Il grosso passo in avanti che doveva compiere era credere di più in se stesso: sono riuscito a fargli capire che è un corridore forte, e lo ha dimostrato per tutto l’anno. Peccato davvero per la caduta al Giro Next Gen, che lo ha costretto a un lungo stop. Quando gli ho detto che sarebbe rientrato al Giro d’Abruzzo all’inizio era un po’ scettico, ma ha lavorato con costanza e determinazione e le fatiche abruzzesi gli sono servite per fare poi un gran finale di stagione».

Veniamo a Cattani: terzo a San Vendemiano, secondo alla Coppa della Pace, primo a cronometro a San Lorenzo di Lugo.

«Quasi nessuno ha un motore migliore di lui, nella nostra categoria. Il suo problema, se così vogliamo chiamarlo, è che gli manca un po’ di spunto veloce, e quindi spesso si piazza ultimo del gruppetto in cui arriva. Per questo, soprattutto nel finale di stagione, ha cominciato a rischiare un po’ di più, per cercare di arrivare da solo».

Chi non ha paura di rischiare è Anastasia, che a fine stagione ha vinto il GP Del Rosso.

«È un attaccante nato, fortissimo sul passo. Mi ricordo che a Briga Novarese era in fuga e io ero dietro di lui in ammiraglia, mancavano ancora 130 chilometri all’arrivo e mi ha detto: “Vado via da solo perché sento la gamba”. Ho lottato dall’ammiraglia per fargli fare ancora un giro con gli altri tre, poi ha fatto più di 130 chilometri da solo ed è stato ripreso solo a 300 metri dall’arrivo».

Questi corridori saranno tutti confermati in organico nella prossima stagione?

«Tutti tranne Menghini, che l’anno prossimo diventa elite. Gli altri sì: nella Technipes 2027 ci saranno Bambagioni, Anastasia e anche Cattani. Alessandro è stato a lungo in ballo per andare in una devo ma poi il trasferimento non si è concretizzato, quindi rimarrà con noi. Da un certo punto di vista sono contento perché è un pilastro della nostra squadra, ma secondo me avrebbe meritato assolutamente una possibilità altrove».

Altre conferme per il 2027?

«Intanto Pizzi, di cui siamo molto soddisfatti: tiene benissimo in salita, è veloce e sa leggere bene la corsa. Abbiamo dovuto un po’ insegnargli a correre da uomo squadra, perché era abituato a fare da solo e a cercare sempre un risultato personale: ha capito che l’unione fa la forza. Terremo anche i due ragazzi che in questo 2026 erano al primo anno, Ballerini e Paltrinieri».

Come giudichi la loro stagione?

«Ballerini era partito bene ma poi è un po’ calato, probabilmente ha pagato il cambio di categoria: sappiamo, però, che i numeri li ha, per cui l’anno prossimo ci aspettiamo qualcosa in più. Paltrinieri mi ha davvero sorpreso in positivo. Al di là della vittoria alla Fiorano-Fiorano, mi ha colpito il suo atteggiamento in corsa: se deve tirare tira, se deve andare in fuga va in fuga, se deve aspettare un compagno lo aspetta. Ne vorrei trovare ogni anno quattro come lui. Tante volte durante la settimana gli scrivevo: “Mi raccomando, domenica sei l’ago della bilancia, decidi tu quello che possiamo o non possiamo fare”. Anche lui il prossimo anno avrà qualche carta in più da giocare».

Quindi Anastasia, Ballerini, Bambagioni, Cattani, Paltrinieri e Pizzi confermati per il 2027. Poi?

«Abbiamo deciso di tenere per il quarto anno Martini, perché è un bravissimo ragazzo e ci teniamo a lui. Devo dire che è un corridore strano: quando mi aspetto che sia davanti non c’è, e invece magari viene fuori quando è meno atteso. Non ho ancora capito di preciso quando posso puntare su di lui. È confermato anche Bolognesi, nonostante il suo rendimento sia stato inferiore alle aspettative: va detto però che è caduto a San Vendemiano e si è rotto la scapola, perdendo due mesi nel suo miglior momento di forma. Probabilmente, infine, avremo con noi Ansaloni anche nel 2027: Emanuele è nato con questa squadra ed è un po’ il regista in corsa, diciamo il Chicchi in gruppo»

Oltre a Menghini, quindi, lascerete partire Archetti, Meccia e Toselli.

«Esatto. Onestamente da Meccia ci aspettavamo molto di più, e quando ha vinto a Collecchio, quasi a fine stagione, la squadra per il 2027 era già al completo. Anche Toselli ha avuto un rendimento inferiore alle attese; Archetti, infine, è un bravissimo ragazzo e un bravissimo uomo squadra, ma per il calendario che andremo ad affrontare ci servono ragazzi che vadano un pochino più di com’è andato lui negli ultimi due anni».

Veniamo ora agli acquisti per il 2027: quali volti nuovi vedremo con la vostra maglia?

«Intanto Barbuto, che non è un vero e proprio nuovo acquisto perché lo abbiamo già integrato in squadra da settembre come stagista. È un ragazzo serio e allegro, che con il suo arrivo ha portato tanta energia a tutti. Al campionato italiano, quando era ancora tesserato per la Corbettese, mi ha impressionato per la grinta con cui è riuscito a rimanere nel gruppetto che si è giocato la corsa. Così ho deciso di chiamarlo la sera stessa, ed è stata una fortuna perché siamo stati i primi a contattarlo».

Altre novità in organico?

«Nel 2027 avremo in squadra tre primi anni. Uno è Lorenzo Iaconeta, che arriva dal Team Ecotek di Beppe Martinelli e ha caratteristiche simili a quelle di Anastasia. Poi Gabriele Zago, scalatore proveniente dallo Spercenigo, e Cristian Mazzoleni. E inoltre abbiamo inserito in organico Riccardo Drei, classe 2006 che arriva dalla Beltrami-La Risorsa Umana. L’avevamo contattato già l’anno scorso, stavolta il trasferimento si è concretizzato e su di lui puntiamo molto. Così l’organico è completo: tredici corridori più Ansaloni che sarà il quattordicesimo».

Quali obiettivi ti poni per il 2027?

«Vorrei che come squadra riuscissimo a vincere almeno un’internazionale, visto che quest’anno ci siamo andati vicini tante volte. E poi mi sto già adoperando per migliorare ulteriormente la qualità del calendario: se vogliamo che i nostri ragazzi trovino posto tra i professionisti – e questa è la nostra missione principale – bisogna ottenere risultati nelle nostre internazionali ma anche all’estero. L’anno prossimo, quindi, andremo in Belgio, torneremo a correre la Ronde de l’Isard e ci saranno anche altri appuntamenti fuori dall’Italia. Di gare nazionali, invece, non vorrei farne più di 10-12, ma vedremo perché avremo 14 corridori e dobbiamo farli correre tutti».

Quando vi ritroverete per la nuova stagione?

«Con i nuovi ci siamo già trovati due giorni a Imola, per svolgere le visite mediche e prendere le misure. A dicembre ci saranno le visite di idoneità e la consegna di materiali e biciclette, vedremo se fare anche un primo ritiro. Sicuramente dal 7 al 24 gennaio saremo in Spagna, per arrivare pronti al Giro del Salento (in programma dal 5 al 7 febbraio, ndr). Un ritiro del genere è fondamentale per creare un bel gruppo: i ragazzi stanno insieme 24 ore su 24 e imparano a conoscersi, e i risultati poi si vedono quando cominciano le gare».