Wegmann sui costi per la sicurezza: «Nessuno sponsor spende un milione di euro per transennare senza un ritorno»

I costi delle transenne sono ingenti, ma non sono gli unici che un organizzatore deve sostenere.
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Quest’anno si è parlato molto di sicurezza nelle gare dei professionisti, con un importante segnale lanciato dal gruppo alla partenza de Il Lombardia, quando i corridori hanno volutamente ritardato il via di cinque minuti in segno di protesta contro i vari organizzatori delle corse. In quel caso è stato Remco Evenepoel a prendere parola (qui le sue dichiarazioni) davanti a una piazza gremita di gente e a porre l’attenzione su un tema che sta diventando sempre più pressante, visto l’andamento odierno del ciclismo.

Le velocità sempre più alte a cui le gare vengono affrontate e contemporaneamente il modo in cui le strade stanno diventando sempre meno adatte alle competizioni ciclistiche a causa della costruzione di rotonde e spartitraffico per rallentare la circolazione dei veicoli sono soltanto alcuni dei problemi con cui devono fare i conti gli organizzatori delle gare. A spiegarlo è l’ex corridore Fabia Wegmann che adesso è a capo dell’organizzazione del Giro di Germania.

Le dichiarazioni di Wegmann

Durante il podcast di Road.cc ha fatto un punto sulla situazione, spiegando come i costi per la sicurezza siano un ostacolo enorme: «Un tempo al Giro di Germania avevamo 40 moto della polizia. Oggi ne abbiamo solo 20 perché la polizia ci ha detto che non è il loro compito salvare le gare, ma intervenire in caso di emergenza. In Francia funziona in modo completamente diverso, al Tour de France ci sono 30.000 poliziotti. Se dovessi pagarli non funzionerebbe mai».

Le transenne sono un altro tema che spesso spunta fuori quando si parla di sicurezza, ma anche in questo caso Wegmann spiega quanto sia complicato prendendo come esempio una gara che si è tenuta nel loro Paese su un percorso di poco più di una dozzina di chilometri: «Non è possibile mettere transenne su un percorso di 14 chilometri. Vorrebbe dire avere 28 chilometri di transenne ed è impossibile. Non troverete mai uno sponsor che investa un milione di euro per transennare senza averne un ritorno. Sarà una gara sicura, ma che non genera alcun introito».

Costi da giustificare

A proposito di costi, l’organizzatore del Giro di Germania ha fatto un altro esempio pratico che si trova a dover affrontare in fase di valutazione delle candidature per ospitare una tappa: «A volte rimuoviamo le isole spartitraffico, oppure è il comune a doverlo fare, ma rimuoverla e ricostruirla è veramente costoso. Si tratta di una spesa enorme quasi per nulla, e quando è il comune a doverla sostenere deve anche informare i cittadini. Loro pagano le tasse e i politici poi ti diranno che hai speso 30.000€ per rimuovere e ricostruire tre isole di traffico… non è facile».

Come organizzatore la sua attenzione per la sicurezza dei corridori rimane massima: «Quando creiamo un percorso lo percorriamo 3,4,5 volte, poi facciamo delle ricognizioni e analizziamo dove abbiamo bisogno di un commissario, di un addetto alla sicurezza per controllare un incrocio o di transenne e materassi. La cosa più importante del nostro lavoro è rendere il più sicuro possibile il percorso», afferma, ma in qualità di ex corridore non manca un’analisi dalla pancia del gruppo: «La maggior parte degli incidenti è dovuta al fatto che i corridori rischiano troppo. Anche se il direttore di gara ti dice che c’è una discesa pericolosa e che ci sono rotonde e spartitraffico, come corridore vuoi vincere. Quando è bagnato e sei un buon discesista pensi ‘è il mio momento’ e poi parti».