Belleri: «Cerco una professional o una continental straniera, voglio decidere io quando smettere»

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Michael Belleri, classe 1999, ha da poco concluso la sua nona stagione tra i dilettanti (foto: Sara's Photos).
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La scorsa settimana, con un doppio quinto posto a Ponsacco, Michael Belleri ha concluso la sua nona stagione tra i dilettanti, la prima con la Beltrami TSA-Tre Colli, dopo aver vestito in passato le maglie di Viris Vigevano, Biesse-Carrera, Hopplà e Gallina Ecotek Lucchini. «Dopo la travagliata stagione 2025 – racconta il bresciano – per quest’anno cercavo una continental che mi consentisse di affrontare un buon calendario, e un ambiente in cui sentirmi a mio agio: la Beltrami, dove ho ritrovato Provini che già conoscevo dai tempi della Hopplà, mi è sembrata la scelta migliore».

Dodici mesi dopo, puoi dirti soddisfatto?

«Se parliamo di ambiente, direi che si è creato un bel gruppo: ci sono state discussioni e litigi, com’è normale che sia, ma si sono sempre risolti molto velocemente. Con Provini ci siamo scontrati tante volte, come già due anni fa, perché siamo due persone dal carattere forte, a cui piace dire la loro: ma il nostro è un rapporto sano».

E a livello di calendario?

«Onestamente, non è stato quello che mi sarei aspettato. La scelta di tornare in una continental – dopo un’annata alla Hopplà e una alla Gallina – era dettata dalla volontà di correre tanto a livello internazionale e con i professionisti, però purtroppo il calendario non è stato quello che la Beltrami ha affrontato nelle scorse stagioni».

Parlando invece del tuo rendimento, come giudichi questo 2026?

«Per cause non chiarissime, quest’anno non mi sono mai sentito al 100%: non ho mai avuto un periodo in cui poter dire: “ora sto proprio bene”. Tra maggio e giugno ho fatto qualche buon risultato (sesto al Tortoli, terzo al Matteotti, quarto al De Gasperi, ndr), mentre d’estate ho sofferto molto il caldo: in allenamento i numeri erano buoni, ma in gara pagavo le alte temperature».

A fine stagione è andata meglio?

«Ho ritrovato sensazioni migliori. Mi sono lanciato in una lunga fuga al Gran Premio del Lazio, con i professionisti, e lì mi sono sentito me stesso. Alla Coppa del Mobilio, la mia ultima gara stagionale, ho forse avuto la miglior giornata di tutto il 2026».

Il tuo miglior risultato è stato il terzo posto al Trofeo Matteotti dietro a Crescioli e Palomba: hai qualche rimpianto?

«Sì, perché quell’arrivo ti inganna. Due anni fa ero partito lungo e mi ero piantato, quindi quest’anno ho cercato di rimanere un po’ più coperto. Quando ho iniziato la volata, però, mi sono trovato davanti i gregari che si spostavano dopo aver lavorato, che mi hanno rallentato: ho perso un sacco di posizioni, ho cercato di rimontare ma sono arrivato solo terzo. Se non avessi dovuto rallentare prima della volata, credo che me la sarei giocata ad armi pari: non so dire, però, se avrei battuto Crescioli».

Veniamo al tuo futuro: visto che hai compiuto 27 anni, per limiti di età l’anno prossimo non potrai più prendere parte alle gare nazionali in Italia.

«Esatto. Rimanendo in una squadra come la Beltrami, affronterei al massimo 15-20 giornate di corsa tra internazionali e corse professionistiche, e correre così poco non avrebbe senso. Quindi mi sono mosso per cercare una professional o una continental straniera, che mi garantisca i canonici 50-60 giorni di gara e un calendario di alto livello. Voglio arrivare alla fine del 2027 senza rimpianti, e a quel punto decidere se il ciclismo può essere la mia strada oppure sono arrivato al capolinea».

Si tratterebbe della tua prima esperienza all’estero, dopo nove anni da dilettante in Italia.

«In Italia ho notato questa tendenza: chi ha ottenuto buoni risultati negli ultimi anni da Under 23 e nei primi da elite, poi tende sempre a calare, secondo me perché si crea una situazione un po’ stagnante. Nel mio caso la motivazione non è mai mancata, ma il calendario italiano non favorisce noi elite, perché a tante internazionali non possiamo partecipare».

E quindi vuoi provare un ambiente diverso.

«Esatto, un ambiente in cui esprimere a pieno le mie potenzialità. Poi, come detto, a fine 2027 tirerò una riga. Voglio decidere io quando smettere, senza che me lo impongano le circostanze, il sistema o i regolamenti».

Quando dovresti avere novità?

«Sto aspettando delle risposte. Spero di avere certezze il prima possibile perché sto per partire per le vacanze, e mi piacerebbe viverle senza troppi pensieri e senza dover tenere il telefono sempre a portata di mano. In caso contrario, quando rientrerò ai primi di novembre avrò ancora tempo per trovare una sistemazione. Di sicuro affronterò un inverno da corridore, allenandomi come ho sempre fatto».