Il Gran Piemonte sarà l’ultima corsa da professionista di Jacopo Mosca, che ha deciso di ritirarsi concludendo così una carriera cominciata nel 2017 con la Wilier Triestina – Selle Italia.
Dopo dieci stagioni piene, di cui 7 e mezza passate la Lidl-Trek, Mosca scende dalla bici per salire nell’ammiraglia di quella che è stata per lui una seconda famiglia per tanti anni.
Mosca e Lidl-Trek si erano però incontrati prima del 2019, quando firmò il contratto ed entrò in squadra l’1 agosto. Nel 2016 infatti fu stagista del team allora statunitense e, anche se non si concretizzò un contratto, Mosca ha sempre ricordato le parole di Luca Guercilena. «Continua a crederci perché nel ciclismo non si sa mai cosa può succedere».
Le parole del piemontese Mosca si leggono nel comunicato stampa della squadra. «Sono cresciuto molto con la squadra e ho dimostrato che, come corridore, ero sempre pronto ad aiutare gli altri. Penso che il 2020 sia stato il mio anno migliore come corridore, ho avuto buoni numeri e ho ottenuto buoni risultati. Una brutta caduta l’anno successivo ha reso le cose difficili, ma sono tornato ad alto livello. Da quel momento, sono sempre stato un aiuto e ho cercato di essere il miglior aiuto possibile. Anche se non ho mai vinto, credo di aver raggiunto il massimo possibile e posso essere orgoglioso di ciò che ho fatto nella mia carriera».
Poi Mosca ha raccontato cosa ci sarà nella sua vita post-professionismo. «Mi è stata offerta la possibilità di ricoprire il ruolo di direttore sportivo per il prossimo anno e sono davvero felice di salire in macchina la prossima stagione, anche se sarà un grande cambiamento. Non vedo l’ora. Ho visto quanto si è evoluto il ciclismo e penso che possano fidarsi di me perché vengo direttamente dal mondo dei corridori e sono stato uno di quelli che probabilmente ha sofferto di più nel gruppo. Credo che, alla fine, il più delle volte sia la testa a fare la differenza e a darti la motivazione per poter dare di più con le gambe».














