Europei, storia della rassegna continentale: da Sagan a Pogacar, passando per i quattro successi azzurri

Pogacar
L'ultima edizione degli europei è stata conquistata da Tadej Pogacar (credit: Ivan Benedetto/SprintCyclingAgency©2025).
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Gli europei su strada nacquero nel 1995, ma fino al 2015 erano riservati solamente alle categorie giovanili come l’U23. Si può dire che siano tre i motivi principali che hanno portato l’UCI a creare gli europei anche per gli Elite: mancava il titolo europeo strada per la categoria, serviva dare maggiore importanza alla UEC e ai suoi campionati e bisognava aumentare la visibilità televisiva e commerciale del ciclismo europeo.

Storicamente, il ciclismo aveva già due grandi appuntamenti internazionali: i mondiali (dal 1927) e le olimpiadi (dal 1896). Poi nel 2016 avviene la svolta: si corrono per la prima volta gli europei su strada Elite a Pluemelec, in Francia. L’edizione inauguarale fu vinta dal tre volte campione del mondo Peter Sagan, seguito a ruota da Julian Alaphilippe e Daniel Moreno. L’anno dopo, agli europei di Danimarca, sul podio cominciano a comparire gli italiani, anche se quell’edizione se l’aggiudicherà il norvegese Alexander Kristoff, con Elia Viviani medaglia d’argento e Moreno Hofland sul gradino più basso.

I quattro anni successivi hanno rappresentato per l’Italia un vero e proprio momento d’oro. Prima la vittoria di Matteo Trentin nel 2018 su due talenti emergenti come Mathieu Van der Poel e Wout Van Aert. L’anno dopo ancora successo azzurro, stavolta con Elia Viviani, davanti a Yves Lampaert e Pascal Ackermann. Nel 2020 l’Italia cala il tris con Giacomo Nizzolo, argento per Arnaud Demare e ancora bronzo per il tedesco Ackermann. Il pokerissimo arriva nel 2021 nell’anno magico di Sonny Colbrelli e dell’europeo di calcio a Wembley, una una bellissima volata contro un ormai affermato Remco Evenepoel. A chiudere il podio invece Benoît Cosnefroy.

Colbrelli
Nel 2021 il trionfo di Sonny Colbrelli a Trento.

Poi, nei quattro anni successivi, l’Italia è sparita dal podio. Come se si fosse esaurita la carica che ha attraversato il 2018 fino al 2021, con una nuova generazione di corridori sempre più completi e che ci hanno messo in difficoltà. Nel 2022 trova infatti la vittoria in Germania Fabio Jakobsen, seguito da Arnaud Demare (ancora un argento per il francese) e Tim Merlier. L’anno dopo Christophe Laporte in Olanda strappa il titolo agli olandesi a casa loro. Secondo Van Aert, terzo Olav Kooij.

E il Belgio dov’è finito nell’albo d’oro? Bisogna aspettare il 2024: sarà la volata di Tim Merlier a consegnare il primo oro europeo alla nazionale belga, davanti a Kooij e alla sorpresa estone Madis Mihkels. Il 2025 è l’anno, come è noto, della stella luminosa Tadej Pogacar. Lo sloveno l’anno scorso è stato campione del mondo e anche campione europeo. Secondo posto per Evenepoel, seguito dal giovanissimo (ma già fortissimo) Paul Seixas, per la gioia dei tifosi francesi che hanno ritrovato un podio agli europei dopo due anni. E quest’anno invece a Lubiana cosa potrà succedere?