«Lo scorso anno avevamo l’uomo più forte e toccava a noi tenere in mano il pallino della corsa. Domani, invece, non sarà così, perché ce ne sono quattro o cinque che partono coi favori del pronostico, quindi toccherà a loro e alle loro squadre gestire una corsa che mi attendo particolarmente vivace».
Il commissario tecnico Marino Amadori è appena sceso dall’ammiraglia azzurra dopo aver seguito i suoi ragazzi per l’ultima sgambata di un paio d’ore consumata nel verde dei dintorni di Montreal. C’è il sole, l’aria è gradevole e anche domani le previsioni meteo confermano un venerdì ideale per giocarsi un mondiale.
Marino, che sensazioni hai per la corsa di domani?
«Direi che il percorso è impegnativo, nervoso, eppure possono venire fuori due tipi di corse diverse: una più dura e una più controllata».
Da chi ti aspetti la prima mossa? Chi è il favorito numero uno, secondo te?
«Senza alcun dubbio dico Sparfel. Poi ci sono altri corridori in grado di fare male alla distanza, ma Aubin lo metto un gradino avanti agli altri».
Perché?
«Perché il percorso sembra essere stato disegnato apposta per lui, poi perché arriva a questo appuntamento al meglio della condizione e, infine, perché l’arrivo, così in leggera salita, mi ricorda tantissimo l’arrivo della tappa che ad agosto ha vinto all’Avenir».
Tra gli azzurri al via su chi dobbiamo puntare?
«Penso a due punte: Scalco e Negrente».
Matteo e Mattia partiranno alla pari? Come si gestiranno?
«Sarà la strada e la durezza della corsa a decidere le gerarchie. Ovviamente, se dovesse venir fuori un mondiale duro e selettivo sarà Scalco il nostro uomo, mentre se si dovesse rivelare una corsa più controllata, beh, allora Negrente non sarebbe tagliato fuori, anzi…».
Lo scorso anno, lo dicevi all’inizio, avevi in squadra Finn, l’uomo più forte del gruppo poi divenuto campione del mondo. Ora Lorenzo correrà la sfida dei grandi: che corsa ti aspetti dal talento ligure?
«Sono contento che Amadio domenica potrà contare anche su di lui, perché è un fenomeno che merita il palcoscenico più prestigioso. Quale sarà la sua corsa? Non lo so, ma di certo farà una bella esperienza che gli tornerà utile più avanti. Insomma, comunque vada, sarà un successo!».














