Mondiali, il Belgio in missione con Evenepoel e van Aert per fare la storia dopo quasi 30 anni

Il Belgio di Evenepoel e van Aert è caccia di una doppietta che farebbe la storia dopo quasi 30 anni (Foto: UCI/SWpix)
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Remco Evenepoel ha saputo centrare un poker storico alla cronometro individuale ai Mondiali 2026. Non solo a livello personale, riuscendo a eguagliare Fabian Cancellara e Tony Martin, ma dando la possibilità al Belgio di puntare a un record che è rimasto chiuso a chiave nell’albo d’oro a prendere polvere per quasi 30 anni.

Sono infatti soltanto due i casi nella storia dei Mondiali su strada che un Paese sia riuscito a vincere nello stesso anno con due corridori diversi sia la cronometro individuale maschile che la prova in linea. Era il 1995, quando la Spagna allora mandò sul gradino più alto del podio la stella di quegli anni, Miguel Indurain, nella crono e Abraham Olano nella prova in linea. Ci riuscirà anche la Francia ma solo due anni più tardi, nel 1997, con Laurent Brochard e Laurent Jalabard.

Il Belgio adesso ha la possibilità, dopo quasi 30 anni, di centrare questa mitica doppietta con Evenepoel e van Aert. Nessun Paese però, e questo è il dato più interessante, è mai riuscito nella storia dei Mondiali a vincere sia la cronometro che la prova in linea in un’unica edizione con lo stesso corridore. A onor di statistica, va segnalato che comunque Evenepoel è riuscito nel 2024, in occasione delle Olimpiadi di Parigi, a vincere sia la cronometro individuale che la prova in linea.

E come ha detto lo stesso Remco in un’intervista a Cyclingnews a margine del “Project Canada”, l’obiettivo di quest’anno a Montréal è chiarissimo: «Quante volte un corridore ha vinto sia la cronometro sia la prova in linea nello stesso Mondiale? Mai. Era il mio obiettivo l’anno scorso e lo è anche quest’anno. È qualcosa che voglio fare nella mia carriera».

Il Belgio dovrà però superare diversi ostacoli sulla strada di una storica doppietta. Isaac Del Toro e il giovane Paul Seixas sono tra gli uomini più pericolosi sulle numerose salite di Montréal. Tom Pidcock arriva con ambizioni importanti e occhio a sottovalutare Mathieu van der Poel. L’assenza di mostri sacri come Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard avrà certamente un suo peso, ma il Belgio avrà anche dalla sua due belle carte da giocare.