Lega Ciclismo Professionisti

Mondiali, ecco i vincitori più giovani di sempre: Seixas a caccia di un primato storico

Seixas
Paul Seixas e Tadej Pogacar sul podio del campionato europeo 2025.
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I mondiali di Montréal 2026 sono ormai alle porte. Sono 193 i corridori nella start-list e tra questi ci saranno anche diversi giovani prodigi come Lorenzo Finn e Paul Seixas pronti a dire la loro. E chissà, magari a centrare per la prima volta proprio la maglia iridata con la rispettiva nazionale. Per loro tre si tratta di una vera e propria chance d’oro per centrare il mondiale dei grandi a meno di 23 anni e battere un recordo storico.

Facendo un salto indietro nel tempo, sono in sette i corridori nella storia del ciclismo ad aver vinto il mondiale su strada dei professionisti quando, per questione di età, avrebbero potuto iscriversi a quello Under 23. Remco Evenepoel, con il successo del 2022 a Wollongong, a 22 anni e 243 giorni, è attualmente il più giovane di sempre ad aver vinto il mondiale nel XXI secolo. Prima di lui ci sono riusciti il belga Karel Kaers, vincitore nel 1934 a soli 20 anni e 76 giorni (il più giovane di sempre) e il connazionale Jean-Pierre Monseré, campione nel 1970 a 21 anni e 342 giorni. A questi si aggiungono Lance Armstrong, iridato nel 1993 a 21 anni e 345 giorni, e Greg LeMond, vincitore nel 1983 a 22 anni e 70 giorni. Poi ovviamente c’è qualcuno che di corse ne ha vinta giusto qualcuna (525), il Cannibale Eddy Merckx, che conquistò il titolo nel 1967 a 22 anni e 78 giorni con la Peugeot. Georges Ronsse invece aveva 22 anni e 165 giorni quando trionfò nel 1928 con l’Automoto.

Torniamo al presente: come potrebbero performare Seixas e Finn? Da una parte, il francese della Decathlon CMA CGM rimane uno dei favoriti grazie alla capacità di reggere gli strappi e alla sua brillantezza in salita, cosa che ha già fatto vedere in parte al Tour de France. Con le nuove regole rispetto a due anni, tra l’altro, Seixas non potrebbe neppure partecipare al mondiale U23 essendo ormai passato ai professionisti. È anche capitano della Francia e verso di lui, pur giovanissimo (classe 2007), ci sono aspettative altissime da parte dei suoi tifosi e non solo. Il francese potrebbe diventare il più giovane di sempre a vincere il mondiale, a 20 anni e 3 giorni.

Stesso discorso per Finn, anche se non parte tra i favoriti per vincerlo. L’azzurro potrebbe comunque sfruttare la lunga distanza e la sua attitudine da scalatore per provare ad anticipare i big da lontano. Va notato anche che Finn avrebbe potuto anche correre il mondiale U23, che ha già vinto l’anno scorso (anche se non gli sarebbe cambiato molto a livello di titoli tentare la doppietta). Adesso però è tempo di nuove avventure e di fare esperienza coi professionisti su un palcoscenico importantissimo. E come ha ribadito Giuseppe Martinelli in una recente intervista, devono esserci zero pressioni: «Lo lascerei come battitore libero. […] Non gli metterei assolutamente pressione e gli direi di fare la corsa che si sente di fare. A 19 anni dev’essere anche così, il mondiale è una corsa che si decide in giornata».