Mattias Skjelmose è riuscito negli ultimi anni a far parlare bene di sé non solo nelle Classiche ma anche nelle corse a tappe. Il corridore della Lidl-Trek non nasconde di stare molto meglio rispetto agli scorsi anni: «So semplicemente di essere in una condizione migliore rispetto al passato», ha dichiarato in un’intervista a Wielerflits poco prima della partenza, parlando dal veicolo della Alpecin Hairforce1.
Per Skjelmose era importante far capire ai tifosi e anche a sé stesso che le prestazioni nelle corse a tappe passate non fossero frutto del caso, ma un segnale di continuità: «Credo che la cosa più difficile sia confermare i risultati già ottenuti. Riuscirci una volta può essere una coincidenza, ma quando ci riesci due volte inizi a dimostrare di esserne davvero capace. Per me era importante dimostrare anche agli altri che sono effettivamente in grado di farlo».
La capacità di conciliare le ambizioni per la classifica generale all’amore per le corse di un giorno è quello che rende il danese davvero speciale: «Le Classiche sono il mio primo amore. Le adoro, occupano un posto ancora più speciale nel mio cuore, soprattutto dopo la vittoria all’Amstel. È fantastico poter dimostrare che è possibile combinare le due cose. Nel ciclismo moderno sta diventando sempre più difficile e spesso bisogna dedicarsi completamente a una sola disciplina; per questo è meraviglioso poter eccellere in entrambe».
Skjelmose è anche uno degli uomini chiave di una nuova generazione di ciclisti danesi che hanno saputo ottenere dei risultati importanti. Oltre a due colonne come Mads Pedersen e Jonas Vingegaard, la Danimarca negli ultimi decenni ha avuto diversi corridori in grado di competere ai massimi livelli: «Stiamo vivendo una vera età dell’oro per il ciclismo danese. Stanno emergendo anche giovani talenti. Avevamo già visto qualcosa di simile negli anni Novanta con Bjarne Riis e Rolf Sørensen, ma poi quel momento magico si era interrotto per un po’. Ora siamo tornati e credo che i corridori provenienti dalle categorie giovanili ci permetteranno di mantenere questo livello a lungo».
Sono proprio Pedersen e Vingegaard, con le loro vittorie, a rappresentare uno stimolo, una fonte di grande motivazione per Skjelmose: «In un certo senso siamo tutti amici, ma allo stesso tempo è sempre fantastico essere i migliori. Credo che ci sproniamo a vicenda a diventare la versione migliore di noi stessi, sotto ogni aspetto. Quando vedi qualcun altro ottenere ottimi risultati, ti viene voglia di fare ancora meglio. Sei felice per lui, ma allo stesso tempo pensi: ‘Ok, voglio riuscirci anch’io’. Penso che sia una qualità davvero positiva: fa sì che continuiamo a spronarci a vicenda e a migliorare».














